Cronache Parlamentari – 35

Di Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento:

Il
mondo olivicolo dei gilet arancioni si è radunato lunedì mattina per tirare le
somme delle loro battaglie parlamentari alla luce dell’approvazione del Decreto
Emergenze Agricole. Di cosa si è discusso?

Lunedì
mattina ho partecipato al convegno, organizzato presso il Parco dei Principi a
Bari da Italia Olivicola, denominato “L’Olivicoltura pugliese e le grandi
emergenze, le sfide future”. Con il mondo dell’olivicoltura della nostra
regione (e non solo) abbiamo illustrato quelli che sono stati i risultati
raggiunti dal Decreto Emergenze Agricole approvato definitivamente la scorsa
settimana al Senato. Quello che abbiamo portato a casa non è solo un risultato
importante per mettere riparo a danni del passato ma è stato un primo punto
fondamentale per rilanciare l’olivicoltura e proiettarla nel futuro. Per
questo, la nostra sottosegretaria Alessandra Pesce è al lavoro per concertare,
con le associazioni di categoria, il futuro piano olivicolo che manca
all’Italia da 30 anni, mentre la Spagna ne ha realizzati cinque superandoci nei
quantitativi di produzione. Nel nostro Paese la politica è stata in grado
solamente di annunciarne due e di realizzarne e finanziarne zero. Con il
Movimento 5 Stelle ed il Governo del Cambiamento è giunto il momento di una
svolta definitiva. Anche l’attecchimento stesso della Xylella sul nostro
territorio è dovuto, in parte, anche alla mancanza di una visione
dell’olivicoltura che ha spinto gli agricoltori ad abbandonare a se stessi i
campi, potendo godere della cosiddetta “integrazione delle olive”. Noi sogniamo
e lavoriamo per una Puglia e un’Italia protagonista del comparto olivicolo
mondiale, che deve guidare dai vertici perché ne ha le caratteristiche e le
potenzialità. Ce la stiamo mettendo tutta sebbene metter riparo ai disastri del
passato non è semplice e non si può fare in pochissimo tempo.

Un’importante
novità sulla Xylella ha riguardato anche la nostra Polignano. Cosa è successo?

Dopo il
caso dell’ulivo di contrada Caramanna a Monopoli, dapprima dichiarato infetto e
poi – dopo ulteriori analisi – risultato indenne, la Regione Puglia ha
arretrato la delimitazione delle aree interessate dal temibile batterio da
quarantena: Polignano, dunque, è fuori dalla zona cuscinetto per il contrasto
alla Xylella fastidiosa. Sono in attesa di chiarimenti e delucidazioni dalla
Regione Puglia perché ancora non si è compreso se si sia tratto di dolo oppure
di colpa. Fatto sta che la Giunta Emiliano continua con una comunicazione non
chiara ad alimentare complottismi vari che fanno solo male alla nostra terra,
al paesaggio, agli olivi, all’economia e all’ambiente. A Polignano, poi, ciò si
somma al drammatico silenzio ed all’inesistente operato dell’assente assessore
all’agricoltura Domenico Vitto che sta lasciando nell’inconsapevolezza delle
azioni da compiere tutti i proprietari di ulivo presenti sul nostro territorio
che, con le nuove delimitazioni decise dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale,
non sono più tenuti a determinati provvedimenti sui loro alberi come da
ordinanza sindacale dello scorso aprile. Colgo l’occasione, però, per invitare
tutti a praticare le cosiddette buone pratiche agricole che non fanno altro che
preservare e quantomeno cercare di allontanare il pericolo Xylella fastidiosa.

Questo lunedì è partita anche un’altra importante
misura a sostegno delle imprese. Di cosa si tratta?

Ha preso avvio lunedì scorso la possibilità di
accedere alle agevolazioni del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica che
erogherà, attraverso Invitalia che lo gestirà, finanziamenti a tasso agevolato
e la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento per
interventi di efficienza energetica su edifici, impianti e processi produttivi
realizzati da imprese, ESCO
(Energy service
company) e Pubblica
Amministrazione. Il Fondo avrà in dotazione 310 milioni di euro e
mobiliterà un volume di investimenti nel settore dell’efficienza energetica
di oltre 1,7 miliardi di euro.

Mancano poche ore ad un importante appuntamento
elettorale. Cosa prevede di fare il Movimento 5 Stelle in Europa?

Abbiamo illustrato parte del programma del M5S per le prossime elezioni
europee in piazza Moro domenica sera anche grazie alla partecipazione al
comizio del nostro candidato Mario Furore. Puntiamo a far parte di una
coalizione più ampia che riesca ad avere maggiormente peso a Bruxelles. Sono
diverse le politiche e le innovazioni che cerchiamo di realizzare in ambito
europeo: riavvicinare le Istituzioni Ue ai cittadini dando anche il potere di
iniziativa legislativa agli europarlamentari o attraverso un referendum europeo
nonché tagliando gli assurdi stipendi dell’eurocasta; riconoscere il diritto
all’identità digitale quale diritto fondamentale della persona; stop
all’austerity che ci ha reso tutti più poveri cambiando il mandato della BCE,
inserendo la crescita economica e la piena occupazione tra i suoi obiettivi.

Sosterremo
le imprese che investono nella green economy, creeremo una infrastruttura
Blockchain sperimentale europea per la fornitura di servizi pubblici comuni
perché l’Ue deve guardare al futuro; potenzieremo i fondi europei per ricerca e
innovazione a sostegno delle nostre imprese e toglieremo il vincolo di bilancio
per gli investimenti pubblici.

Miriamo
ad un fisco equo dicendo stop ai paradisi fiscali, daremo l’eurodaspo ai
condannati e pretenderemo un parlamento Ue pulito nonché esporteremo la
direttiva antimafia realizzata in Italia anche a Bruxelles.

Tuteleremo
le nostre eccellenze agroalimentari, sostenendone l’export, daremo maggiori
risorse agli agricoltori e ai pescatori danneggiati dalla globalizzazione.
Incentiveremo la competitività e l’innovazione con la BEI che finanzia la
piccola e media impresa e le start up e, al contempo, tuteleremo il made in
Italy lottando contro la contraffazione e le delocalizzazioni.

Esporteremo
in Ue una misura che ci accingiamo a rendere realtà anche in Italia ovvero il
salario minimo, mirando ad una parità retributiva tra i sessi ed a sostegni
concreti alle famiglie. Daremo pieno riconoscimento dei diritti delle persone
con disabilità. Triplichiamo il budget messo a disposizione per far vivere
l’Erasmus anche alle fasce più svantaggiate e agli adulti iscritti ai percorsi
di istruzione. Mettiamo i risparmiatori al sicuro, creando un sistema di
garanzia comune dei depositi. Poniamo la salute dei cittadini al primo posto
con le energie rinnovabili. Incentiveremo la sicurezza alimentare.

E, infine, diremo basta alle belle parole ad alle pacche sulle spalle per dare spazio ai fatti: gestione dei flussi, accoglienza, responsabilità e oneri dell’immigrazione devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati Membri. La ricollocazione dei migranti deve essere obbligatoria. Promuoveremo i rimpatri volontari e li incentiveremo grazie ai fondi europei. La cooperazione internazionale e la politica di sviluppo devono servire a rimuovere le cause profonde che portano un migrante a lasciare la propria terra. Per tutti questi motivi, invito i lettori di Blu ad andare a votare e ad esprimere la propria preferenza per il Movimento 5 Stelle. Ma li invito soprattutto a non lasciare che siano gli altri a decidere il loro destino, sinora in balia di una Ue che ha fatto il bello e il cattivo tempo nel nostro paese anche grazie a parlamentari eletti a Bruxelles non all’altezza.

A Corato con il sottosegretario Alessandra Pesce, il candidato sindaco Longo e i colleghi Quarto e Piarulli

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FONTE : Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento

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