Crisi di governo, perché non ha senso avere paura del voto anticipato

In queste ore esponenti di diversi colori politici insistono sul fatto che “un governo senza Movimento 5 Stelle significa automaticamente voto anticipato”. Dimenticando, per altro, che la prerogativa di sciogliere le Camere, da Costituzione, spetta al capo dello Stato.

Stanno arrivando anche dichiarazioni da realtà esterne alla politica, dai media e da imperi economici, suggerimenti che hanno origine anche fuori dai confini nazionali.
Ma poi, a che pro? Sperano di ricattarci?

Personalmente non sono preoccupata dall’eventualità del voto anticipato, che si tratti di un bluff o meno, sono sempre pronta a dare la parola ai cittadini.
Ciò che mi preoccuperebbe, invece, è un Parlamento ostaggio di intimidazioni e minacce, questo si che mi sembra irresponsabile.

Oltretutto, conti alla mano, esiste una maggioranza di governo anche senza Movimento 5 Stelle, dunque non ha senso minacciare chi semplicemente chiede risposte con chiarezza e dignità, magari sperando di tacitare quelle richieste.

Ecco perché credo che non dobbiamo aver paura. Vorrà dire che torneremo nelle piazze con ancor più determinazione, per parlare delle nostre proposte per il Paese.
Con lealtà e coerenza, abbiamo chiesto al governo di approvare il nostro salario minimo, di non annacquare misure strategiche e fondamentali come Superbonus e Reddito di Cittadinanza. Giuseppe Conte ha presentato nove punti per noi dirimenti, perché dirimenti per la qualità della vita dei cittadini. E’ su questo, sui temi, che vogliamo confrontarci, affinché siano garantite risposte concrete. Confrontiamoci su questo, non sui giochi di palazzo.

Abbiamo sempre detto che il nostro faro è l’interesse del Paese e per me questa resta una convinzione profonda.



Di Francesca Flati:

FONTE : Francesca Flati