Crisi che andava evitata, ma ricucire è possibile. Difendiamo il nostro sogno

Giuseppe Brescia – presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e tra coloro che stanno lavorando per ricucire lo strappo – non nega le difficoltà di una ricomposizione nel M5s, ma non ha perso le speranze. Come si evita la scissione?

Nei prossimi giorni cercheremo di incontrare Grillo e Conte. È dovere di una forza di governo importante come la nostra trovare il modo per continuare a portare avanti le proprie battaglie. Siamo stati dieci anni in Parlamento a lottare, all’opposizione o a sostegno di tre governi diversi, proprio perché teniamo molto al Movimento e perché siamo convinti che il bene del M5s coincida con il bene del Paese.

Al Senato i ‘contiani’ sono maggioranza, mentre alla Camera i ‘grillini’ sono più numerosi. Come si spiega la differenza?

Credo che questa distinzione convenga molto a chi è interessato a creare nuove divisioni. In questa fase è fondamentale il contributo di tutti per unire, per far arrivare messaggi forti a Grillo e Conte. Noi lavoriamo tutti per il M5s, un sogno nato dalla visione e dalla generosità di Grillo che ha realizzato tanti progetti anche grazie alle indiscutibili capacità di Conte, che da presidente del Consiglio ha dimostrato di essere davvero un valore aggiunto. C’è chi sospetta che dietro la voglia di seguire Conte ci sia l’obiettivo di aggirare il limite dei due mandati. Sono dicerie. Il tema sarebbe stato comunque oggetto di proposta da parte di Conte come capo politico del M5s e lo avremmo discusso. Io di più non dico per evitare un conflitto d’interessi.

Adesso chi deve fare un passo verso l’altro: Conte o Grillo?

Entrambi, perché entrambi hanno alimentato un’escalation pubblica frontale evitabilissima e tutti e due sono importanti per il nostro progetto. Si facciano aiutare da ministri, parlamentari, attivisti, sindaci. Il Movimento è diventato qualcosa di troppo grande e le decisioni che ne segnano il destino devono essere prese assieme all’intera comunità 5 Stelle. Questa situazione non rallenta l’azione di governo, ma sicuramente la nostra azione parlamentare. Non ce lo possiamo permettere.

Lei ha avuto modo di visionare la proposta di statuto di Conte? Non ritiene sia meglio pubblicarla in modo che tutti possano valutare?

No, come tanti altri. Ed è bene che questa proposta circoli solo internamente, senza per forza finire in pasto al dibattito mediatico. Dovremmo essere più furbi, la nostra discussione pubblica è già ampiamente trasparente ed ogni volta viene strumentalizzata come se fosse uno psicodramma. Per tanti siamo sempre a un passo dall’esplosione, ma alla fine siamo sempre qui.

Sarebbe favorevole al ritorno al voto su Rousseau?

Non si può tornare indietro su una strada già lasciata. Quell’accordo è stato frutto anche del lavoro di Conte, va rispettato.

Senza Conte leader è a rischio la collocazione nel campo del centrosinistra?

Il M5s deve saper correre da solo con le proprie gambe, le proprie idee, con una nuova agenda e una nuova organizzazione. Dobbiamo prima rafforzare il nostro progetto e ritengo che la guida di Conte possa essere importante in questo. Dobbiamo guardare avanti, non a destra né a sinistra. Solo così saremo in grado di guidare quel fronte progressista nel 2023. Ma fino a quella data ci sono due anni di lavoro serio da fare, in Parlamento e nel Paese.



Di Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali:

FONTE : Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali