Crimini travestiti da “folclore”

Attenzione, perché qui si sogna. “Il mulino”, pizzeria a Camaiore. La gestisce questo genio, che anche solo a guardarlo fa pensare immediatamente ad Einstein. Come minimo.

Più che una pizzeria, il posto è una sorta di museo dedicato al fascismo e a Mussolini. Foto, poster, quadri, effigie inneggianti al duce, immagini di Hitler e celebrazioni della X Mas.

Il gestore, 61 anni, stando a Lorenzo Tosa è “armato con due pistole (non si sa mai), che ti serve la pizza con l’elmetto “aquilato” in testa insultando donne, neri (“quei neg** in bicicletta che ci rubano il lavoro”), omosessuali (“gli uomini ormai sono tutti fro**”) e, ovviamente, l’immancabile “dittatura sanitaria” del Green pass. Lui. La dittatura”.

Ora. Tutto questo, oltre ad essere ridicolo, non è neanche nascosto ma pure alla luce del sole. Come se fosse normale vomitare a cielo aperto una simile rumenta “ideologica”. Allo Stato vorrei chiedere: ma la legge esiste oppure la applichiamo solo quando se ne ha voglia? E basta con ‘sta cazzo su tolleranza per questi crimini travestiti da “folclore”!

Andrea Scanzi