Covid: i numeri di un nuovo disastro lombardo

Covid, ieri in Lombardia: 3.529 nuovi casi e 37 vittime. Tasso di positività al 9,5%. Il 15 febbraio: in Lombardia 945 casi e 35 morti, tasso di positività al 4,1%.

Già si guardava alla curva epidemiologica con preoccupazione, ma non il presidente Fontana, i vertici della Lega e i suoi ministri volevano aprire le piste da sci, anche nel bresciano. Salvini ancora oggi vuole riaprire tutto, Fontana definisce il sistema a zone uno stillicidio (prima era uno schiaffo in faccia), la neo-ministra Gelmini annuncia orgogliosa che la grande novità di questo governo è posticipare le chiusure al lunedì. Sabato e domenica è liberi tutti in tutta Italia. Complimenti ai migliori. A Milano, la città simbolo dell’efficienza e dell’organizzazione, il sindaco commentando le oscene immagini della movida in Darsena, candidamente ammette di non essere in grado di controllare assembramenti e territorio.

Immagino quanto sia frustrante per un lombardo cittadino e un lavoratore, che si sforza di rispettare tutte le regole, rinunciando magari a vedere un padre, una madre o una sorella, rinunciando a lavorare, assistere a scene come quelle del fine settimana.

Nel frattempo, il super commissario al fallimento lombardo Guido Bertolaso annuncia l’ennesimo cambio del piano vaccinale lombardo. Un modello, il migliore, quello da esportare in tutta Italia, quello che nei numeri rappresenta il nuovo emblema dell’inadeguatezza dell’amministrazione lombarda. Oh fosse per lui Fontana e Moratti vaccinerebbero tutti entro giungo, però purtroppo le dosi non ci sono. Sia chiaro la colpa non è loro, loro non potevano mica conoscere i quantitativi di dosi disponibili, prima di giocare a chi la spara più grossa.

È vero le dosi sono poche, com’era prevedibile, ma Regione Lombardia riesce nonostante tutto a distinguersi in peggio, fra tutte le Regioni d’Italia.

Ha una percentuale di vaccinati over 80 ferma intorno al 6%, per avere un termine di paragone nel Lazio sono al 22% e in Campania al 18%. Per quanto riguarda il personale scolastico in Veneto sono state vaccinate 7639 persone, in Campania 20.958, nel Lazio 9220, in Lombardia 136. E la storia dei pochi vaccini? Una settimana fa l’80% di dosi consegnate, per quanto riguarda il vaccino AstraZeneca in Lombardia erano ancora in magazzino.

E, a quanto risulta dalle segnalazioni hanno anche ridotto la somministrazione all’interno delle RSA. In tutto questo, l’emblema della competenza che amministra la nostra Regione vorrebbe decidere di prolungare la finestra fra prima e seconda dose. Senza esiste letteratura scientifica a supporto e soprattutto senza conoscere il rapporto rischi-benefici di una scelta importante e complessa come questa.

Riassumendo: in Lombardia scarsi controlli, di tracciamento neanche a parlarne e piano vaccini fallimentare, esattamente com’era accaduto per l’antinfluenzale. In compenso abbiamo polemiche tutti i giorni e conferenze stampa in abbondanza. Siamo tutti molto stanchi, siamo tutti decisamente provati. È PASSATO UN ANNO: METTETEVI A LAVORARE.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa