Cosa sarebbe oggi, se a firmare il nuovo Lockdown fosse stato Giuseppe Conte

Ve lo immaginate cosa starebbe accadendo oggi, 13 marzo, in Italia, se a firmare il nuovo Lockdown fosse stato Giuseppe Conte anziché Mario Draghi?
Si che lo immaginate.
Perché lo avete, lo abbiamo già visto.

Gente per strada che spacca vetrine e manifesta contro la dittatura come accaduto a ottobre scorso.
Salvini che invade tv e social aizzando le folle e pregando lacrimante la Madonna in ginocchio per chiederle di perdonare questo governo satanista che osa profanare la Pasqua Santissima di nostro Signore e ruba le uova di pasqua ai bambini, i bambini-perché-nessuno-pensa-ai-bambini.

Renzi che addita Conte come il premier più incapace della storia, e auspica l’arrivo di Mario Draghi che lui sì, farebbe le cose diversamente.
Ristoratori, commercianti e imprenditori in collegamento perenne su tutti i canali a urlare che i ristori non ci sono e se ci sono non bastano.
Giletti che urla cose a caso verso la telecamera tutto arrabbiato.

Commentatori che su tv e giornali versano tonnellate d’inchiostro e di lacrime per spiegarci che Conte sbaglia tutto, che la divisione dell’Italia in zone colorate fa ridere, che chiudere le scuole è da folli, che i DPCM sono da dittatura sudamericana, che le dirette in tv per spiegare ai cittadini le nuove regole sono una vergogna, e via lamentando.
Però fortunatamente ora c’è Draghi.

E se i Lockdown li fa lui, se la Pasqua la chiude lui, se l’Italia la divide in zone colorate lui, se le scuole le chiude lui, se i DPCM li fa lui, se i ristori non li consegna lui (nonostante Conte abbia messo i soldi, 32 miliardi, da ormai 2 mesi), se le dirette le fa lui, se ristoranti, bar, palestre, cinema, teatri, parrucchieri, piscine, li chiude lui, allora sì, allora va tutto bene madama la marchesa.
Perché “Draghi non può fare altrimenti”, “perché Draghi non è che ha la bacchetta magica”, perché “i soldi sono quelli che sono”, perché “viene prima la salute”, perché “non possiamo lasciare i bambini si infettino a scuola”.

Buongiorno.
Ipocriti.
Ipocriti senza vergogna.

Ma il tempo è galantuomo e sta dando le sue risposte. Una dopo l’altra.
Agli italiani l’onestà di saperle ascoltare.
E giudicare.

Dalla pagina di Emilio Mola