COR: la Difesa italiana del cyber space

Ciao a tutti,
oggi vi parlo di una importantissima innovazione che ha portato la Difesa a fare un grande passo in avanti nella gestione del dominio cibernetico.

Sono particolarmente fiero di questo risultato perché è il frutto del duro lavoro dello Stato Maggiore della Difesa, delle singole Forze Armate e degli sforzi che personalmente porto avanti ormai da quasi 10 anni per stimolare un approccio sistemico adeguato a contrastare le più moderne minacce cyber, e non solo.

Di cosa parlo?

Del nuovo Comando per le Operazioni in Rete. Il COR.

A dx l’Ammiraglio Ruggiero Di Biase

Il primo passo è stato fatto nel Governo Conte 1. Richiesi al Ministro la costituzione di un gruppo di studio interforze che denominammo C5ISR e alla cui presidenza nominammo, forte delle sue precedenti esperienze, l’Ammiraglio Ruggiero Di Biase.

Il focus era la riorganizzazione e razionalizzazione del settore e la risultanza di quel complesso lavoro di studio fu l’opportunità di costruire un comando unico, di rango più elevato, che armonizzasse tutte le competenze dei diversi attori di ogni singola forza armata.
Lo step successivo è stato individuare come questo nuovo comando dovesse inserirsi nell’organizzazione della Difesa, quale fosse la forma più idonea a renderlo efficiente ed efficace.

Devo dire che il piano di lavoro messo in atto ha permesso di rispettare ad oggi, grazie alla grande competenza dei nostri uomini, i tempi del passaggio dall’INITIAL OPERATION CAPABILITY alla FULL OPERATION CAPABILITY.

Mi spiego meglio.

Il COR aveva in pratica il compito di ottimizzare assetti strategici della Difesa. Il supporto C4, l’ISR e Cyber dovevano rafforzarsi attraverso una interforzizzazione più spinta attraverso anche l’interoperabilità delle tecnologie.
Questo lavoro sta portando grandi benefici al nostro dicastero.

L’efficientamento nella gestione dell’info-struttura Difesa a garanzia di una postura di sicurezza adeguata e un maggior livello di protezione dalla minaccia cibernetica.
Non di minor importanza il fatto che consolidando la dimensione interforze aumentano le economie di scala, si evitano sovrapposizioni e quindi si risparmiano risorse ed energie.

Dal punto di vista prettamente operativo l’unità di Comando consente ai vertici militari, e quindi all’autorità politica che deve prendere decisioni, di poter avere un flusso di informazioni tempestive e semplificate.
Permettetemi di dire che questo percorso portato avanti dal capo di stato maggiore della Difesa e dai vertici delle quattro Forze armate, ha permesso al nostro Paese di fare un salto in avanti di 10 anni.

Ma cosa vuol dire allora che ormai siamo immuni agli attacchi cibernetici di portata globale? Mi piacerebbe dirvi di sì ma la verità è che, per come è già chiaro a chi conosce il settore, i passi da fare sono ancora tanti.
La certezza però è che con questa nuova organizzazione non rischieremo di inciampare mentre corriamo verso il futuro a causa di ritardi colpevoli in un mondo che va alla velocità della luce.

Questo nuovo approccio è il motore della moltiplicazione delle competenze. Non parliamo di una fusione a freddo ma di una crescita esponenziale basata sulla sinergia tra i reparti.

Abbiamo una buona armatura per iniziare a giocare la nostra partita globale su altri livelli.
Abbiamo finalmente procedure più fluide per garantire i nostri assetti dentro e fuori i confini nazionali, team di esperti che concorrono alla nostra sicurezza con maggiore consapevolezza del perimetro in cui operare.

Ora non dobbiamo abbassare l’attenzione, anzi dobbiamo alzare il nostro livello di ambizione per consentire ai nostri migliori cervelli di esprimersi a pieno nella Difesa del Paese.
Dobbiamo aiutare gli altri assetti della Pubblica Amministrazione, con un lavoro corale dei ministeri della PA e dell’innovazione, a raggiungere un adeguato livello di protezione attraverso un dialogo costante.

Dobbiamo rafforzare la cooperazione con la Presidenza del Consiglio e gli altri Ministeri per costruire un Paese più resiliente.
Dobbiamo semplificare le azioni sinergiche ragionando da Sistema Paese.

Garantire una visione unitaria al Presidente del Consiglio dei Ministri vuol dire consentirgli di prendere le migliori decisioni.

Dobbiamo accompagnare i cittadini in una nuova consapevolezza nella gestione di questa transizione tecnologica.
È un obbligo per chi vuole contare e ama profondamente l’Italia.

La più alta forma di patriottismo è la conoscenza ed il COR oggi rappresenta uno dei pilastri su cui poggiare il nostro futuro tecnologico.

Vi terrò aggiornati sui prossimi passi.
Continuate a vedere questo video se volete approfondire la conoscenza di questo tema.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo