Contro un garantismo peloso a favore di potenti e mafiosi.

Bellissima intervista di Nino Di Matteo oggi su repubblica a 29 anni dalla strage di Capaci. Di Matteo: “c’è una sentenza definitiva in cui si considera provata la cosiddetta Trattativa, aperta dopo la strage di Capaci su iniziativa di provenienza istituzionale: vuol dire che fu lo Stato il primo a cercare Cosa Nostra. Quella stessa sentenza dice anche che quella decisione alimentò la strategia stragista della mafia (…) In un’altra sentenza, sempre definitiva, c’è scritto invece che venne stipulato un patto tra le famiglie mafiose e Silvio Berlusconi: Marcello Dell’Utri è stato condannato come intermediario di quel fatto almeno fino al 1992. Vale la pena ricordare che i due, Berlusconi e Dell’Utri, sono i fondatori di Forza Italia. Questi sono fatti: quasi trent’anni dopo la strage di Capaci abbiamo il dovere di ricordarli. Anche perché c’è una parte di Paese che cerca di insabbiarli sistematicamente (…) È certo che Riina e gli altri si muovessero tra le altre cose per abolire l’ergastolo (…) L’apertura di alcune sentenze della Consulta e della Cedu a una sostanziale abolizione dell’ergastolo ostativo vanno in questa direzione”.

A 29 anni dalla strage di Capaci, della morte di Falcone, il nostro dovere è duplice: primo la memoria, ricordare fatti, connivenze e sentenze, secondo lottare contro la mafia e la politica compiacente. Contro l’abolizione dell’ergastolo. Contro un garantismo peloso a favore di potenti e mafiosi.


Michele Pizzolato