Contro le violenze sulle donne e i loro figli.

Nessun paese può dirsi “civile” finché non ci sarà una reale ed effettiva parità di genere.
E nessuno Stato può abbassare la guardia finché sarà presente la piaga gravissima della violenza contro le donne, una piaga che rappresenta la sintesi tragicamente perfetta di violenza, ignoranza e tracotanza che proliferano spesso nel silenzio e nell’indifferenza.
Il “Codice Rosso” ha rappresentato un passo importante con cui lo Stato ha deciso di affrontare questo dramma agendo sia in termini di prevenzione che di repressione. Oggi esiste una importante “corsia preferenziale” per le donne che trovano il coraggio di denunciare e sono stati introdotti in Italia reati che prima non esistevano, come ad esempio il cosiddetto “revenge porn” (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti – Art. 612 ter c.p.).
Il Codice Rosso è una legge certamente all’avanguardia a livello internazionale.
Ma non basta.

La strada è davvero ancora molto lunga e passa prima di tutto attraverso un impegno sull’educazione e sulla cultura di questo paese, ancora silenziosamente poco incline ad ammettere, sotto questo profilo, la propria arretratezza.
L’impegno deve essere costante. E bisogna parlarne tanto perchè in un paese più consapevole è più probabile che la voce e la presenza dello Stato giungano all’interno di quelle mura, spesso domestiche, in cui si consumano violenze contro le donne e i loro figli.
Rivolgo un pensiero a tutte le donne che subiscono violenza, affinché trovino il coraggio di prendere quella decisione che non ha alternative: denunciare.

Alfonso Bonafede