Contano i programmi, non le alleanze.

Contano i programmi, non le alleanze. Siamo aperti a tutti ma alle nostre regole.

In questi mesi non sono mai intervenuta su retroscena o scenari in merito alle prossime elezioni di Roma. Effettivamente mi è stato proposto di tutto per invitarmi a fare un passo indietro e, allo stesso tempo, non sono mancate pressioni per lasciare spazio alla “politica”. La questione è che per me la Politica è altro: sono i programmi e non gli accordi di palazzo. Attenzione, non sto dicendo “ideologicamente” che gli accordi siano sbagliati. Ritengo, però, che gli accordi possano nascere soltanto da una condivisione di idee. E che ci siano dei paletti insuperabili: non tutto può essere negoziabile. Cosa significa?

Significa che ci sono alcuni temi sui quali è anche bene confrontarsi ma tanti altri che non sono assolutamente barattabili.

Su lavoro, legalità, sanità pubblica, investimenti per le periferie non scenderò mai ad alcun compromesso.

Un esempio può aiutare. Sono convinta che Atac, l’azienda di trasporti di Roma, debba rimanere pubblica perché ha il compito di garantire il proprio servizio anche nelle periferie. Penso che i guadagni delle linee più redditizie del centro – quelle con i turisti – servano per finanziare le linee periferiche che hanno meno incassi ma sono necessarie magari per portare i bambini a scuola o i cittadini al lavoro. Ci stiamo impegnando affinché non esistano più linee di serie A e serie B. Per questo abbiamo iniziato il risanamento industriale e finanziario dell’Atac – che aveva ben 1,3 miliardi di debiti – ed abbiamo messo in strada oltre 730 bus nuovi (e altri 200 ne arriveranno entro fine anno). Così abbiamo salvato 12mila famiglie che avrebbero perso il lavoro. Il settore pubblico, se ben gestito, può essere concorrenziale con il privato e in molti casi offrire un servizio anche migliore. Questo cammino lo abbiamo intrapreso anni fa tra mille difficoltà e – va ammesso – anche qualche errore. Non intendo interromperlo. Andiamo avanti con coraggio.

Altri hanno altre idee, tutte rispettabili, ma è evidente che, ad esempio, con chi vuole privatizzare Atac non possiamo fare un percorso insieme perché in un modo o nell’altro prima o poi ci divideremmo.

Il nostro percorso è segnato ed è aperto a tutti. Ma le regole le stabiliamo noi.

Virginia Raggi