CONSIDERAZIONI PSICO-POLITICHE n. 1/2021

In Parlamento non ho taciuto, ho parlato nella sede opportuna, cioè l’assemblea del gruppo Camera.

L’ho fatto con la mia consueta lealtà, non facendo trapelare nulla alle agenzie di stampa, a differenza di alcuni miei colleghi, che con la formuletta del “a quanto trapela” hanno fatto uscire il proprio immancabile pensiero per dare il “segnale” all’umanità.

Quella lealtà al gruppo che mi ha portato, troppo spesso in questa legislatura, ad essere incoerente, in primis con me stessa.
Ma attenzione: la lealtà, degna di un essere bipede e senziente, non è riconosciuta come valore nel m5s, all’interno del quale invece è spesso premiata la fedeltà, scodinzolante e piagnosa degna di un quadrupede leccaculide.

Prima di rendere pubblico il mio pensiero, ho voluto parlare in assemblea con il mio consueto stile tra il faceto, che diverte, e il serio, che concentra. Lo stesso stile che uso nello scrivere questo post, a mo’ di lascito testamentario.

Ho esposto al gruppo una pazza idea, conforme al momento che stiamo vivendo, con un appello al Papa’ Grillo, di non fare più il papa’ in Smart Working, ma di scendere qui in mezzo a noi in Parlamento. Questo perché riconosco a Grillo non solo il ruolo sacro di Garante, ma anche quello di Generale, e un generale deve essere presente sul campo insieme al suo esercito.

Da qui la mia proposta al gruppo: chiedere a Beppe e sostenere con forza la sua candidatura al collegio uninominale Lazio1, lasciato libero ieri dalla nostra collega Emanuela Del Re.
Una sua eventuale elezione in Parlamento sarebbe una guida motivante, carismatica, energica, innovativa, visionaria e propulsiva verso l’Italia 2050, anche nei confronti dei rapporti con le altre forze politiche. E non sarebbe di certo il primo artista e intellettuale a dare il proprio prezioso contributo in Parlamento. Lunga è la lista, Sciascia, Franca Rame, solo per citarne alcuni.

Per una leadership politica quotidiana, condivisa, gomito a gomito con tutti i suoi e non condotta con 4 fiduciari di turno all’hotel forum.
Sarebbe questa un’azione dirompente per non tornare indietro “alla pene di segugio” a certi modelli organizzativi già sperimentati in passato e falliti, come il vecchio direttorio a 5 punte.

Grillo ci sollecita a indire ad horas l’elezione del nuovo comitato direttivo.
Ma chi sarebbero i candidati? I soliti meravigliosi ragazzi magari invitati spintaneamente a candidarsi? Qualche borioso fuoriuscito che ha dimostrato slealtà al gruppo? Le cosiddette diverse anime del moV che hanno già dato prova in passato di abilità da yesman?

Chiunque essi siano, in questo clima relazionale insano, rischiano di essere 5 pupazzi malleabili, in soggezione perenne e intimoriti, soprattutto dopo la clamorosa fanculizzazione di una persona di spessore come Conte e del suo articolato progetto, che per me poteva essere un’occasione di normalizzazione evolutiva.
Troppo deboli, quindi, per essere in grado di tirar fuori il moV dalle secche in cui si è arenato.

Il rischio è quello di continuare a perpetrare un clima relazionale insano, fatto di permalosità, ripicche, caminetti, paturnie telefoniche, esclusioni, teatro di posa, inautenticità, diffidenza, rapporti verticali privilegiati, scalatine furbe, poltroncine di raso rosso per gli amici dell’inner circle, e miserevolezze varie, che mortifica l’impegno, umilia e spegne la motivazione di molti. Queste dinamiche distorsive, formatesi anche a causa della distanza fisica del Garante, hanno contribuito a deteriorare un movimento che, se fosse rimasto coerente a se stesso, sarebbe stato non solo un’innovazione politica, ma antropologica.

Si è citata poi la democrazia partecipata, quando troppo spesso è stata utilizzata per ratificare decisioni già prese da pochi, e quindi come device per il deretano, piuttosto che come vero strumento di costruzione decisionale.

Sul ritorno al sistema Rousseau ho volutamente omesso di intervenire, sollecitando solo il Davide di Casaleggio ad aggiornare il mio profilo del tirendiconto.it alla cifra corrente mese di 255.196,44 euro.

Da ultimo, sul leggendario statuto di Conte: io non l’ho visto, non so se era del seicento o di epoca anteriore o successiva, non essendo io un antiquaria di statuti, ma so che quello che abbiamo adesso è primitivo e che continuare a far finta di darci un’organizzazione per poi, nei fatti’ continuare ad alimentare il SISTEMA DEL SIGNORE DELLE MOSCHE ci porterà a regredire allo stato di pulviscolo atmosferico.

Tanto ho detto. Quello che farò lo deciderò dopo aver valutato se nell’eventuale nuovo direttorio ci saranno persone in grado di anteporre il NOI all’IO, che se ripetuto continuamente diventa il raglio di un asino.

Addi 1 luglio 2021, in Roma

Letto, confermato e sottoscritto
Tiziana Ciprini

“Sui tacchi sempre, sbattitacchi mai”.



Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini