Conclusione addestramento piloti del Reparto Sperimentale di Volo

Una giornata speciale. A Pratica di Mare si è concluso l’addestramento per i piloti del Reparto Sperimentale di Volo.

Questa mattina, con il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, ho partecipato alla giornata che segna la fine dell’addestramento per i piloti del Reparto Sperimentale di Volo (RSV).

Nell’aeroporto di Pratica di Mare, i collaudatori e sperimentatori a bordo del C-27J, M-346 ed F-2000 Typhoon hanno spinto al limite i propri velivoli, eseguendo manovre ad alto contenuto tecnico.

In più occasioni, in Italia e all’estero, ho avuto modo di apprezzare la grande professionalità degli ingegneri, dei piloti e degli specialisti del Centro Sperimentale di Volo, un’eccellenza sinonimo di know how e tecnologia che lavora a stretto contatto con il settore dell’industria della Difesa nell’ambito della ricerca e della sperimentazione.

Ho provato un forte sentimento di orgoglio nel consegnare le “patch” ai demo pilots e ai membri di equipaggio, insieme al Generale Rosso e al Comandante Logistico Generale di Squadra Aerea Giovanni Fantuzzi.

Ho ringraziato gli uomini e le donne del Reparto Sperimentale di Volo che nelle fasi dell’emergenza Covid-19 hanno operato intensamente su più fronti. Grazie ad un grande lavoro di squadra, è stato possibile ampliare la possibilità di trasporto in bio-contenimento per i voli a lungo raggio.

Inoltre, sono stati certificati tutti i vettori da trasporto dell’Aeronautica Militare per l’imbarco delle diverse tipologie di barelle impiegate dal Sistema Sanitario Nazionale.

Il Reparto Sperimentale di Volo ha anche riconvertito il laboratorio di additive layer manufactory per partecipare al progetto “Proteggiamo i Medici dal Covid19 con la stampa 3D”.

È nata così una collaborazione con il Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali, il Policlinico Casilino e l’azienda Solid Energy, esperta nel settore della manifattura digitale e proprietaria del progetto “ARTA”, per trasformare una maschera da snorkeling in un dispositivo a tutela degli operatori sanitari in grado, anche in presenza di un utilizzo prolungato, di garantire un corretto flusso di aria opportunamente filtrata, sia in ingresso che in uscita.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo