Collaborazione di tutti, ma discontinuità nella sanità campana

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere”, afferma un antico proverbio.

Qualcuno, in questi giorni, ha obiettato che l’emergenza Covid-19 debba rimanere fuori dalla politica, quasi riducendola a semplice incidente di percorso o mera calamità naturale. Qualcun altro, forse, vorrebbe far finta di nulla e negare che la sanità pubblica campana ed irpina sta rivelando tutte le sue criticità ultradecennali proprio in questi giorni difficili. Combattere l’epidemia attraverso la collaborazione tra cittadini, comunità e territori non vuol dire nascondere i problemi, ma affrontarli ed individuare responsabilità.

Altra cosa è auspicare che le istituzioni non alimentino divisioni campanilistiche. Dobbiamo creare, seppur a distanza, una catena di solidarietà tra i comuni irpini. In questo scenario i posti letto gestiti direttamente dall’Asl, e quindi non quelli del Moscati o del Rummo, possono contribuire a fornire assistenza ai numerosi pazienti affetti da Covid 19.

L’Ospedale di Ariano da focolaio, utile per qualche titolo di giornale, con la collaborazione della Dirigente Morgante e della Regione, può diventare un punto di riferimento per la cura e l’assistenza dei cittadini provenienti da altri paesi. Per realizzare questo abbiamo bisogno di incrementare il numero di infermieri, OSS, medici e di presidi di protezione per evitare di contagiarsi e contagiare altri, come avvenuto in alcuni presidi di pronto soccorso, per l’appunto, a causa di una carenza di personale e di dispositivi di protezione individuali.
Abbiamo proposto, in modo coerente con le indicazioni del Ministero della Salute, di reperire altro personale da quello impiegato all’interno dello stesso Ospedale in mansioni per ora non necessarie, da altri ospedali meno colpiti, dalla selezione bandita dall’Asl, tra medici in pensione o neolaureati. Se proprio non se ne trovano, l’Asl e la Regione possono far ricorso ai medici militari, così come hanno già fatto gli Ospedali di Alzano e Seriate in Lombardia.

Occorre più che mai la volontà di collaborare ed ognuno deve fare la sua parte. Per questi motivi ho personalmente informato tutte le autorità: la Morgante, De Luca, il neo Commissario Arcuri, oltre ai ministri degli interni e della salute, sulla grave situazione chiara ormai a tutti. Si chiede ai cittadini di fare la loro parte e diligentemente, almeno in Irpinia, la stanno facendo, ora tocca a noi rappresentanti delle istituzioni dare il nostro contributo. Siamo giunti ad un punto di non ritorno, per quanto riguarda la gestione della sanità. E’ una questione eminentemente politica, che va messa in evidenza soprattutto nell’emergenza attuale, al fine di iniziare ad invertire la rotta nella tutela del diritto alla salute.

È inaccettabile che l’Ospedale “Sant’Ottone Frangipane” di Ariano, inquadrato nella Rete Ospedaliera Campana come DEA di primo livello, abbia funzionalità menomate, gravi carenze di posti letto e di personale. Ho richiesto al Servizio epidemiologico dell’Asl di dar conto della propria attività e sicuramente anche questo ha contribuito alla riapertura del pronto soccorso. Servizio epidemiologico che in questo momento svolge un ruolo fondamentale sia nella prevenzione per i sanitari sia nella ricostruzione della filiera dei contatti per arginare con la quarantena il diffondersi dei contagi. Questo è uno dei motivi per i quali collaboriamo anche con il Prefetto coscienti che è un altro degli aspetti da curare se si vogliono accorciare i tempi.
Le autorità regionali e la Direzione Generale ASL di Avellino sono state da me informate su tutti anche sui numerosi anziani che vivono nel vasto circondario, soggetti a rischio che in caso di espansione del contagio, non potrebbero contare su un presidio sanitario in grado di curarli.

I casi di contagio da Covid-19 registrati in Irpinia sono in aumento e non vanno assolutamente sottovalutati. Se non si attrezza al più presto l’Ospedale di Ariano, allora il Moscati potrà avere grosse difficoltà.

Un pensiero va ai cittadini di Ariano, ed invito nuovamente il Commissario prefettizio ad adottare tutte le misure per l’assistenza delle famiglie e degli anziani, dalle forniture di medicinali alla spesa. Anche in caso basta avere chiaro l’elenco dei bisogni prioritari da affrontare, da richiedere alle istituzioni preposte per far sì che l’invito a rimanere a casa non si trasformi in una richiesta a senso unico, senza il supporto di misure di aiuto che limitino gli spostamenti. Anche pubblicare un elenco delle attività che fanno consegne a domicilio o imitare quello che fanno i servizi sociali dei comuni del nord maggiormente colpiti, sono iniziative che il Comune, con Protezione Civile e volontari, può mettere a disposizione dei più bisognosi. Sappiamo della difficoltà a reperire mascherine, ma anche in questo caso consigliamo di comunicarlo, oltre che al prefetto, anche all’Asl e alla nuova struttura commissariale.

La materia sanitaria è di diretta competenza della Regione e delle Asl, se c’è bisogno di un aiuto siamo pronti a fare la nostra parte, ma le richieste devono rispecchiare il reale fabbisogno e non progetti di altra natura e finalità, che, almeno per ora, nulla hanno a che vedere con il virus. Se il Direttore Generale dell’ASL di Avellino, la Dott.ssa Maria Morgante, avanzerà e renderà trasparenti le sue richieste alla Regione in merito all’emergenza Covid-19 in provincia di Avellino, potremmo anche aiutarla ad avere un riscontro attraverso l’interlocuzione dei parlamentari con Governo e nuovo Commissario straordinario. I deputati irpini del M5S già stanno facendo la loro parte per rappresentare al meglio le difficoltà e i bisogni, ma possiamo fare molto di più se l’Asl inizia a dire tutta la verità e ad indicare di cosa hanno bisogno i suoi ospedali. L’ASL deve dire in modo chiaro a De Luca e a noi di cosa necessitano tutti gli ospedali sotto la sua diretta gestione, e, in particolar modo, il nosocomio che è ubicato ad Ariano, comune duramente colpito dal virus.

La riapertura del Pronto Soccorso ad Ariano non è solo un primo passo importante, è anche il simbolo della resistenza di noi irpini capaci di rinascere più forti di prima dalle difficoltà.

Se insieme rispettiamo le regole e insieme rivendichiamo i nostri diritti, ce la faremo.



Di Generoso Maraia – Movimento 5 Stelle:

FONTE : Generoso Maraia – Movimento 5 Stelle