Chi lavora per un algoritmo che lavoro avra’ in futuro?

Davide, volutamente o meno, risponde ad Alessandro, il quale in suo post di oggi si chiedeva, sulla questione “sciopero dei dipendenti Amazon”, dove fossero i sindacati, rimarcando giustamente che “ridurre tutto ad una vertenza sindacale” non serve, è riduttivo, perchè il vero interrogativo in campo è: come abbiamo intenzione di affrontare gli epocali cambiamenti in cui la società, anche dal punto di vista dei lavori, è coinvolta per la sempre più presente e pressante presenza di nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale?

Chi governa, e chi ambisce a farlo, ha il preciso dovere di evitare ovvietà e banalizzazioni di sorta e concentrarsi sullo spiegare all’opinione pubblica che questa epocale rivoluzione va governata con equilibrio, visione e metodo e non subita passivamente, come fosse un evento incontrollabile, altrimenti la creazione di “nuovi disoccupati” e di ulteriori e ancora più profonde lacerazioni nel tessuto sociale saranno inevitabili.
Questo è il grande e vero tema sul tavolo.
E’ adesso che si deve agire se si vuole essere padroni del cambiamento. Anche sfruttando con intelligenza e lungimiranza le ingenti risorse conquistate in Europa da Giuseppe Conte.

Beppe Grillo parla di tutto questo da almeno vent’anni: è ora di mettere in pratica ciò che non è più rinviabile.
Nadia Riola

“di Davide Casaleggio

Oggi Amazon si trova di fronte al suo primo grande sciopero in Italia.
Lo sciopero segue una recente vittoria appena ottenuta dagli autisti di Uber in UK che si sono visti riconoscere lo status di dipendenti, aprendo a diverse cause che probabilmente seguiranno (https://cnn.it/3saDhTH). Ad accomunare le persone che oggi protestano è spesso il fatto di avere come capo un algoritmo che indica le attività da eseguire durante la giornata.
La nuova classe operaia è quella che segue le indicazioni delle macchine. E la difficoltà di queste persone, al netto della fatica del lavoro e dei diritti che possono essere sempre estesi, è il fatto che chi lavora per un algoritmo vede il suo lavoro comprimersi progressivamente. Nei prossimi anni gli autisti dovranno guardarsi dalle auto a guida autonoma (https://bit.ly/3vNvnlu), i fattorini dai sistemi come Starship (https://bit.ly/3tIs6Cb), i magazzinieri dall’automazione sempre più spinta (ad esempio l’inserimento dei robot Kiva hanno portato da 75 min a 15 min il processo di picking https://bit.ly/314XzSC).
Dobbiamo capire come vogliamo affrontare la rivoluzione industriale in corso. Non credo che potremmo limitare la questione ad una vertenza sindacale.
Siamo di fronte ad un cambiamento radicale della nostra società.”