CensuTube

YouTube (gruppo Google) ha deciso di non consentire la monetizzazione dei contatti per il canale di Vox TV Italia (organo del neopartito Vox, fondato da Diego Fusaro e Francesco Toscano). I decisori della multinazionale non hanno gradito i contenuti lì trasmessi in materia di Covid e hanno deciso che quel canale non può avere una fonte diretta di remunerazione dei contenuti portati sulla piattaforma.
Qui si pone una questione molto chiara di come la libertà di espressione sia assediata dalle grandi multinazionali presso le quali si svolge gran parte del traffico internet di miliardi di persone. Pochissime mani possono sollevare o abbassare il pollice sulle cose che possiamo pensare. Sono le mani di FANG (Facebook Amazon Netflix Google), i cui piedi sono ben piantati nella Silicon Valley, il portafoglio a Wall Street e la corteccia cerebrale nei server di alcune grandi agenzie spionistiche (come ben rivelò Edward Snowden).
Non posso essere sospettato di grandi simpatie per il pubblico di Vox Italia. Quando ho rilasciato interviste su quel canale al pungente e cordiale Francesco Toscano – un giornalista e attivista animato da sincera passione politica e grande curiosità intellettuale – notavo che nei commenti degli utenti a margine del video venivo attaccato in quanto deputato del M5S con frasi intolleranti, ostili, perfino violente. Indubbiamente è uno di quegli innumerevoli angoli del web in cui dietro la tastiera si scatena un primitivismo becero, chiuso e sentenzioso di una massa di odiatori. Parafrasando Battiato, non è colpa mia se le bacheche sono piene di gente che sta male.
Eppure eppure… Ritengo che questa decisione del gruppo Google sia ingiusta, sbagliata e pericolosa. Si somma a troppe decisioni che vengono prese da strutture aziendali che in nome della loro libertà d’impresa giustificano censure totali o parziali di certi contenuti sgraditi. Le aziende FANG hanno una posizione talmente dominante, come infrastruttura del traffico di contenuti, al punto da svolgere di fatto una funzione di servizio pubblico, che dovrebbe perciò improntarsi a una NEUTRALITÀ che rispetterebbe meglio la nostra costituzione. Dalle parti di YouTube o di Facebook non possono ergersi in nessun modo a giudici di cosa sia o non sia una notizia falsa, di cosa sia politicamente degno di essere manifestato. Altrimenti vanno direttamente in collisione con l’art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Ebbene, se quella che di fatto è diventata l’infrastruttura dominante della manifestazione pubblica del pensiero si mette a limitare con criteri privati l’uguaglianza dell’accesso, stiamo assistendo a una minaccia pratica e diretta alle libertà di tutti.
Invito pertanto i decisori di YouTube a revocare immediatamente la loro disposizione contro Vox TV. Poiché i casi di censura diretta o indiretta si stanno moltiplicando, presenterò un’interrogazione affinché si prendano provvedimenti che impediscano questa deriva censoria che si muove al di fuori del perimetro ben segnato dai costituenti.



Di L’Alternativa c’è:

FONTE : L’Alternativa c’è