Case o fake news? Smontiamo punto per punto le balle del Corriere della Sera

Se fosse capitata la stessa cosa qualche anno fa avrei fatto un video molto più duro, con più rabbia. Avrei attaccato con tutte le mie forze e denunciato tempestivamente l’autore dell’articolo. Ma dopo anni di battaglie sono diventato zen. Dopo averne vissute tante mi aspetto di tutto e tutto sommato questa valanga di menzogne sono facilmente smentibili, quindi non mi lamento. Non mi sento una vittima. Ho alzato io il livello del gioco portando avanti determinate battaglie, consapevolmente, e a differenza di tanti cittadini che non hanno risorse e strumenti per difendersi io possiedo entrambe. 

Partiamo dall’inizio. Come si è generata quest’ondata di fango? Da un articolo della giornalista Sarzanini pubblicato sul Corriere della Sera. Eccolo qui.

Titolo: “Tofalo tiene la casa da sottosegretario L`Aeronautica: è un ex, ora la lasci.”

Già nel titolo ci sono diversi errori. Intanto parliamo di una stanza di 21 metri quadri in una caserma militare. In secondo luogo chi dell’Aeronautica avrebbe detto in modo perentorio: “ora lasci!” Ho già trovato, in soli trenta giorni, ovvero un terzo che la legge mi consente, un appartamento. Suppongo che qualcuno aveva fretta di costruire questa narrativa e quindi ha fornito informazioni sbagliate parlando a nome dell’Aeronautica.

Ma andiamo avanti. 

“Il monolocale arredato e ristrutturato si trova nel palazzo dell’Aeronautica”

La stanzetta si trova all’interno della caserma Romagnoli, non a Palazzo Aeronautica. Noto che da casa siano passati a monolocale cmq, un primo passo. Si parla poi di ristrutturazione, come se fosse stata fatta apposta per me. Falso. Tutto il piano è stato completamente ristrutturato perché prima c’erano delle camerate. Molti degli impianti non erano ancora operativi. Intanto comunque ve la mostro per darvi modo di farvi un’idea in autonomia. Ma continuiamo.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Angelo Tofalo lo ha ottenuto come alloggio di servizio quando era sottosegretario alla Difesa. E a un mese dalla caduta del governo guidato da Giuseppe Conte non lo ha ancora liberato. È vero che la legge gli concede 90 giorni per lasciarlo, ma già l’assegnazione era stata un’eccezione e per questo gli sono state comunicate le «cessate esigenze».

Quindi si ammette che sono esattamente nei termini e si spaccia una mera comunicazione di servizio quasi come una minaccia di sfratto. Inoltre si parla di eccezione fatta nei miei confronti. Quale eccezione? Io ho fatto regolare domanda scritta e l’amministrazione mi ha risposto con documento ufficiale. Tutto a norma di legge, così come i ministri passati e presenti e i sottosegretari passati.

Il parlamentare del M5S però non risulta aver effettuato il trasloco, nonostante abbia un’altra casa nella Capitale e dunque non ci sia alcun motivo concreto per mantenere la titolarità del contratto.

Qui arriviamo al delirio. Follia allo stato puro. Io avrei una casa a Roma. Pregherei il Corriere della Sera di fornirmi un indirizzo, dei documenti e magari le chiavi. Sarei un nuovo caso di acquisto a mia insaputa ma alla divina provvidenza non c’è limite. L’articolo continua poi tra menzogne e suggestioni fornendo un precedente per avvalorare la tesi della casta grillina.

Non è la prima volta che accade. Nel novembre 2019 si scoprì che anche Elisabetta Trenta — pure lei dei Cinque Stelle — aveva tenuto l’alloggio di servizio dopo essersi dimessa da ministra della Difesa. Lei spiegò che le spettava perché il marito è un militare, salvo essere poi costretta ad andare via visto che la coppia aveva una casa di proprietà a Roma, dunque nessun diritto a rimanere.

Io non ho una casa a Roma, non sono coniugato con un militare che può avere in concessione una casa e soprattutto sono un parlamentare di Salerno, residente a Salerno, quindi, una casa più comoda e costosa sarebbe sempre rientrata nelle spese che posso rendicontare e che rendiconto da oltre 8 anni. Ma andiamo avanti.

L’appartamento assegnato a Tofalo ha camera da letto, bagno, soggiorno e cucina. Si trova nello stabile di via Castro Pretorio, di fronte al palazzo che ospita lo Stato Maggiore dell’Arma azzurra, dove lo stesso Tofalo aveva l’ufficio. Il prezzo dichiarato come alloggio di servizio era 300 euro, cifra che adesso dovrebbe essere stata «ritoccata» visto che lui lo occupa come “ospite”. A questa somma vanno aggiunti circa 100 euro per le utenze.

Ora è diventato un appartamento e non più a Palazzo Aeronautica ma nella caserma a Castro Pretorio, ci avviciniamo… Bene. Ma non è neppure così bensì trattasi della Caserma Romagnoli a pochi metri da dove avevo l’ufficio. La ratio della scelta è stata proprio questa. Le mie deleghe prevedevano infatti livelli di segretezza massimi, relazioni internazionali su dossier delicatissimi. È chiaro che ho preferito sacrificarmi un po’ in termini di spazi e di riservatezza della vita privata, risiedendo temporaneamente in una stanza in caserma invece che in una casa civile.
Ho fatto per mesi la vita da caserma, pranzando e cenando spesso a mensa con il mio staff, giovani avieri, marescialli, ufficiali, civili della Difesa. In una stanza di circa 20mq anche in lockdown. Forse questo atteggiamento avrà dato fastidio a qualcuno. Assurdo. Continuiamo

Sembra scontato che debba andare via, rimane da capire perché non l’abbia fatto appena ha smesso di essere sottosegretario. Perché abbia ritenuto di continuare a utilizzarlo pur non avendo più alcun incarico di governo e soprattutto alla Difesa.

Vorrei chiedere agli amici del Corriere se un terzo del tempo a disposizione per farlo sembra loro congruo per cercare una casa a Roma. O tutto si basa sulla menzogna di una proprietà che non ho?

“Dell’Aeronautica è sempre stato un sostenitore, sul profilo Twitter spiega di essere stato «rapito dall’Intelligence per diffondere la cultura della Sicurezza», sostiene le forze armate e l’Aeronautica con particolare impegno. Ma la casa è comunque un privilegio, un benefit che non gli spetta.”

Ennesima bugia. Se mi mandate dalla redazione uno a cui piace leggere le carte prima di esprimere giudizi vi do copia di articoli di legge, direttive Stato Maggiore della Difesa, procedure e prassi. Senza alcun problema.
Poi si torna alla ristrutturazione.

“Nel gennaio 2020 era stato proprio Tofalo, nel pieno delle polemiche sugli alloggi occupati dai “sine titulo”, a sostenere che «la Difesa deve accelerare nella riacquisizione dei propri beni». Buona intenzione che nel suo caso deve aver trovato eccezione.”

Quindi io sarei un sine titulo? Su quali basi? Siete molto confusi. Ma sono felice che avete visto uno studio che ha fatto incavolare tante persone. Credo a causa della precisione con cui è stato costruito. L’individuazione delle problematiche da risolvere è l’individuazione di soluzioni strutturali che però non fanno piacere a tutti. L’organizzazione delle procedure e l’informatizzazione dei dati restringe lo spazio di arbitrarietà. Ma continuiamo.

“L’alloggio gli è stato attribuito appena diventato sottosegretario anche se la direttiva emanata dallo stato maggiore della Difesa non lo prevede.”

A pagina 28 della direttiva c’è scritto espressamente quali figure ne hanno diritto. Credo che sia sfuggito alla dottoressa Sarzanini.

Si tratta comunque di una scelta discrezionale, che può essere dettata da motivi di sicurezza e dunque, almeno fino a che ha ricoperto l’incarico nessuno ha eccepito sulla regolarità dell’assegnazione.

Ecco, oltre alla legittimità della cessione ora si fa un lieve passaggio sulla sicurezza. Verso fine articolo. Un barlume di lucidità.

“La scelta di ristrutturare l’appartamento è comunque apparsa eccessiva visto che nello stesso palazzo per nessun altro alloggio si è deciso di fare altrettanto e tanto è bastato per scatenare le ironie sul «movimento 5 stanze». Ma nulla è stato eccepito.”

Altra bugia. Tutto il piano è stato ristrutturato. L’Aeronautica potrà confermarlo formando informazioni sui lavori previsti ben prima del mio arrivo. Queste ironie da chi sono state fatte? Da comici immaginari? O forse qualcuno a cui non ha fatto piacere il mio attento operato sta lanciando polpette avvelenate che i giornalisti non riscontrano?
Poi il gran finale.

“Ora sono però cambiate le condizioni e proprio perché si trattava di un’eccezione ci si aspettava che nel giro di pochi giorni sarebbe stato organizzato il trasloco. Non è accaduto e lo Stato maggiore ha deciso di avviare la procedura comunicando con una lettera i termini per la riconsegna dell’appartamento. I 90 giorni dopo i quali scatta lo “sfratto” scadono il 16 maggio. Alla Difesa giurano che Tofalo farà i bagagli al più presto.”

Quindi si ribadisce che l’eccezione fatta nei miei confronti, falsità già smentita dalla direttiva SMD, aveva fatto pensare che avrei traslocato in pochi giorni. Quindi la conseguenza è che lo Stato Maggiore della Difesa ha dovuto avviare una procedura con i termini di consegna. Una semplice comunicazione spacciata per atto di imperio. Il preludio di uno sfratto.

Ora io non voglio pensare che ci sia malafede, mi vesto da uomo delle istituzioni che confida nella deontologia professionale della dott.ssa Sarzanini. Ma mi aspetto che siano immediatamente fornite prove di tutte le informazioni che ho contestato, con lo stesso spazio che ha generato questa violenta campagna denigratoria.

Ricapitolando:

1) Ho fatto regolare domanda;
2) Ho aspettato ed ho regolare contratto registrato e per il quale ho pagato le tasse previste;
3) i lavori non sono stati fatti perché c’ero io, ma rientrano nel contesto più ampio della ristrutturazione della Romagnoli;
4) la casa è stata data x l’incarico. Si tratta di alloggio ASI. La direttiva lo consente.
5) non ho altre case di proprietà a Roma;
6) È un monolocale di circa 21 mq. Non c’è nessun soggiorno e cucina come riportato dal giornale.
7) Mi ha permesso di assicurare la più ampia disponibilità al servizio essendo attigua al posto di lavoro, sabato e domeniche comprese.
8) Trattando pratiche anche delicate l’alloggio in caserma mi ha comunque assicurato un contesto di riservatezza e sicurezza che non avrei avuto all’esterno.
9) Avrei potuto chiedere un appartamento più grande, di centinaia di metri quadrati, anche x attività di rappresentanza, così come quasi tutti i ministri e sottosegretari passati e non l’ho fatto, non ho mai penalizzato gli altri, e non ho sottratto la casa a nessuno.

Aggiungo che ho girato tutta Italia usando, quando possibile, sempre biglietti low cost e dormendo nelle caserme da visitare per fare risparmiare l’amministrazione. Quanti lo hanno fatto? Vediamo chi si paleserà?

Non voglio tediarvi ricordandovi quanto ho restituito da quando sono parlamentare.

Vi mando un abbraccio. Con affetto. E vi aggiornerò a breve su questa vicenda.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo