Carceri – Corrado: situazione preoccupante, la Regione intervenga

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Con una Mozione, approvata oggi dal Consiglio Regionale, ho chiesto alla Giunta di adottare tutti i provvedimenti necessari al rafforzamento dell’assistenza sanitaria 

Roma, 23 febbraio – “La situazione di sovraffollamento delle carceri della Regione Lazio appare estremamente preoccupante, ancor più alla luce dell’emergenza sanitaria. Se già prima della pandemia si riscontravano diverse criticità, dovute anche alla precarietà strutturale di parte delle aree delle carceri regionali, oggi la condizione diventa allarmante a causa dell’impossibilità di rispettare il necessario livello di igiene sanitaria ed un congruo distanziamento sociale tra i detenuti. Problemi che ricadono anche su coloro affetti da patologie extra-Covid che, per l’assenza di celle, locali idonei e carenza di personale sanitario, spesso si trovano costretti a non poter accedere alle cure, in maniera tempestiva e utile.

Con una Mozione, approvata oggi dal Consiglio Regionale, ho chiesto alla Giunta regionale di adottare tutti i provvedimenti e le azioni necessarie al rafforzamento dell’assistenza sanitaria nelle carceri, sia in termini di aumento del personale medico e sanitario, sia in termini di potenziamento dei reparti di assistenza e primo intervento laddove presenti, così da garantire assistenza e cure anche per tutte le altre patologie, diverse da quelle connesse al Covid, che interessano comunque una parte importante della popolazione carceraria”.

Lo ha dichiarato Valentina Corrado, consigliera M5S alla Regione Lazio.

Le molteplici precarietà che interessano le realtà carcerarie – ha sottolineato Corrado – investono anche le Rems regionali (Rete delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) che, in tutto il territorio regionale sono soltanto 5 (ubicate a Palombara Sabina, Subiaco, Pontecorvo e Ceccano) e possono accogliere, complessivamente, solo circa 100 detenuti, con liste di attesa per l’accesso nelle residenze che arrivano fino ad un anno e mezzo. Una limitatezza di posti che determina l’impossibilità di accogliere tutti quei soggetti che ne avrebbero diritto e che restano negli istituti di detenzione o vengono “parcheggiati” all’interno di stanze del servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dei vari Ospedali regionali con costi, per il pernottamento e per la guardiania h 24, che si aggirano intorno ai 90mila euro mensili e  superano enormemente quelli che invece sarebbero necessari per implementare i posti disponibili all’interno delle Rems già esistenti o finanche quelli per la costruzione di nuove strutture.  Per questo nella Mozione ho anche chiesto di adottare tutte le misure idonee ad aumentare il numero dei posti disponibili all’interno delle Rems, anche mediante la realizzazione di nuove strutture, nonché a predisporre ed adottare dei criteri di valutazione delle urgenze al fine di uno scorrimento delle liste di attesa, che sia il più possibile aderente alle effettive e specifiche necessità dei detenuti che vi dovrebbero fare ingresso”.

“I pochi operatori sanitari e penitenziari, già operanti all’interno delle strutture carcerarie – ha concluso la consigliera M5S – stanno affrontando la situazione pandemica con grande senso di responsabilità e spirito di sacrificio, ma il continuo rischio di l’accendersi di nuovi focolai, unitamente alle criticità evidenziate, stanno rendendo la situazione insostenibile perché di difficile, se non di impossibile, controllo e mi auguro che si dia seguito concretamente a questa Mozione affinché il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione, venga applicato senza se e senza ma”.



Di M5S Lazio:

FONTE : M5S Lazio