Campitello Matese, ok alla mozione ma la Giunta è muta sulle riaperture

Da anni denunciamo le condizioni della stazione di Campitello Matese, suggeriamo le soluzioni per rilanciarla e già a luglio scorso avevamo chiesto al presidente Toma e alla Giunta di muoversi per far partire la stagione sciistica per tempo. Una richiesta reiterata a settembre, ottobre e novembre. Ma sono rimasti immobili e, mentre si scia a Capracotta e in tutta Italia, a Campitello gli impianti sono chiusi. Ieri in Aula oltre ad approvare la nostra mozione nessuno della Giunta ha potuto dire se e quando riapriranno.

Il Consiglio monotematico di ieri, 20 dicembre, è servito a mantenere alta l’attenzione sulla stazione matesina, a mettere al centro le preoccupazioni di tanti lavoratori, a confermare il fallimento della Giunta e continuare a battere sulle soluzioni che ci sono e suggeriamo da tempo.

La nostra mozione approvata all’unanimità ha impegnato il presidente della Regione a programmare un piano d’investimenti straordinario per ammodernare gli impianti, utilizzando i fondi di sviluppo e coesione, i fondi di sviluppo regionale e parte delle risorse legate al Pnrr. Questo perché a poco servono i soli ristori, utilizzati dalla Giunta come unico strumento per tamponare i disastri che produce e provare a nascondere l’incapacità di trovare soluzioni strutturali.

Ma servono anche impianti di innevamento artificiale e investimenti specifici per allargare e diversificare l’offerta ad attività come snowboard ed escursionismo, quindi rendere la stazione sempre meno condizionabile dal clima; serve superare i localismi e dotarsi di personale altamente specializzato; servono soluzioni per collegare Campitello ad altre località vicine, pensiamo in particolare a Roccamandolfi; serve programmare, anche in base alla nuova domanda turistica post pandemia.

Insomma se si vuole lavorare seriamente sul turismo invernale, serve attivarsi ben prima dell’arrivo della stagione, non arrivare a ridosso di Natale senza certezze. Accanto a questo, la Regione deve approntare una strategia mirata sull’intero comparto montagna superando faide e strumentalizzazioni politiche che stanno creando gravi danni d’immagine al Molise.

Il Consiglio regionale ha anche scelto di riportare il dibattito in Commissione per audire le parti interessate al futuro di Campitello. È sempre importante la condivisione con chi poi patisce l’immobilismo della Regione, ma ricordiamo che un anno fa già sono stati ascoltati operatori economici, amministratori e tutte le parti in causa con cui sono state stabilite soluzioni mai prese.

Il Molise è stufo delle prese in giro. La Regione dimostri che la mozione approvata non è uno squallido ‘regalo politico’ natalizio perché, restando immobile, farebbe l’ennesimo sfregio a cittadini, operatori e a chiunque vive di montagna.

Ora è Toma a doversi attivare; è chi amministra, nessun altro, ad avere la responsabilità e la possibilità di risolvere i problemi; non serve nascondere l’incapacità dietro le relazioni tecniche, come fatto dal sottosegretario Pallante.

L’atto di accusa del presidente del Consiglio Micone contro Toma e la Giunta, infatti, non è il solito attacco interno al centrodestra in decomposizione, ma la conferma di un fallimento gestionale oggettivo che va oltre i colori politici, lo stesso che il MoVimento 5 Stelle denuncia da anni.



Di MoVimento 5 Stelle Molise:

FONTE : MoVimento 5 Stelle Molise