CAFFARO, COSTA: SEQUESTRO DÀ RAGIONE A CITTADINI, IMPEGNO MINISTERO COSTANTE

“Risultato importante, risanamento ambientale Brescia ha valore nazionale”

ROMA, 9 febbraio 2021 – “Quanto sta accadendo in queste ore nel Sin Caffaro di Brescia è frutto di due anni di indagini e di lavoro incessante per riscrivere la storia di quel sito, che tanto dolore ha causato a migliaia di cittadini. Li incontrai il 20 novembre 2018 in un lungo pomeriggio di racconti e mi portarono dati denunce analisi cliniche. La Procura distrettuale della Repubblica di Brescia, Arpa e i Carabinieri forestali, che ringrazio, hanno compiuto un lavoro certosino e oggi le indagini danno ragione a quei cittadini”.

Lo dichiara il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in merito al sequestro per disastro ambientale dell’azienda Caffaro, storica industria chimica del territorio, eseguito questa mattina dai carabinieri forestali dopo due anni di indagini nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Brescia. Un provvedimento dovuto al continuo inquinamento dell’impianto, con valori di cromo e mercurio ben al di sopra dei parametri di legge.

L’inquinamento – prosegue il Ministro – non era solo un’eredità del passato, ma è stato perpetrato nel tempo. Il nostro impegno per Brescia, insieme con le istituzioni locali, è stato ed è costante: abbiamo definito dopo oltre vent’anni l’accordo di programma per la bonifica del Sin e stiamo lavorando senza sosta per il relativo piano operativo di bonifica. Con il sequestro di oggi si aggiunge un nuovo tassello al mosaico che comporrà una nuova pagina per la città di Brescia. Lo Stato è presente, e non abbandona mai i cittadini”.

“Con il sequestro di queste ore si aggiunge un tassello al processo di risanamento di una delle aree più ferite del nostro Paese. Un risultato importante, frutto del lavoro delle istituzioni al fianco dei cittadini” commenta il Sottosegretario Roberto Morassut.

 “La comunità bresciana non sarà sola – continua -. Per scongiurare il rischio che venga meno la barriera idraulica che impedisce alle acque inquinate dalle sostanze tossiche rilevate di disperdersi nel sottosuolo e nelle acque di falda, siamo intervenuti pochi giorni fa con un’ordinanza del Ministero, intimando a tutti i soggetti responsabili di non interrompere le attività a tutela della falda. In ogni caso la barriera idraulica non verrà meno, perché esplicitamente previsto nell’accordo di programma sottoscritto dal Ministero nel novembre scorso per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica del SIN Brescia Caffaro”.

Il Sottosegretario spiega inoltre che, ove i privati interrompessero il barrieramento, subentrerebbe il Commissario per la bonifica con risorse pubbliche per evitare rischi per l’ambiente e la salute. I costi di tale intervento saranno poi recuperati dalle aziende responsabili dell’inquinamento dell’area Caffaro.

“Brescia è una delle zone più difficili e dove la sfida del risanamento ambientale ha un valore nazionale, per il grande processo di riconversione industriale e per il triste fenomeno del trattamento illegale dei rifiuti, ed è una sfida che vogliamo vincere – conclude Morassut -. L’attenzione rimane alta, e il Ministero dell’ambiente continuerà a monitorare l’evoluzione del fenomeno. Un grazie ai funzionari del ministero e ai colleghi degli enti locali che non mollano e con i quali continueremo a lavorare”.

Dino Alberti, Consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “C’è voluto un Ministro dell’Ambiente serio e un nuovo direttore del dipartimento di Arpa Brescia che avesse veramente a cuore la salute dei bresciani perché si arrivasse a stabilire e certificare quello che tutti vanno ripetendo da tempo: Caffaro Brescia continua ad inquinare.

Tutti sapevano, tranne il commissario straordinario del SIN, voluto dalla giunta comunale piddina e sul cui operato ho sempre avanzato riserve. Solo lui sembra non essersi accorto del disastro ambientale in corso.

La regione d’altro canto non ha mai fatto la sua parte se non le un’inutile passerella dell’Assessore Cattaneo a luglio che auspicava un esito positivo delle bonifiche. Qui nessuno ha controllato per anni. Mi auguro che le indagini vadano fino in fondo: l’inerzia delle istituzioni non ha scuse. Di cromo esavalente si muore

Mi auguro che si valutino rapidamente anche le responsabilità di chi non ha controllato”.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa