Buon viaggio Gino.

«Strada è spirito libero, magari arcigno (l’empatia del dolore ti trasforma), guidato da encomiabili propositi, di onestà professionale irreprensibile, per questo poco incastonabile al carrozzone della politica.

Eppure il fondatore di Emergency fa paura, perché andrebbe ad intralciare un meccanismo di potere e corruzione bel lubrificato.

Storace “Si cerca un simbolo”, Santanché “No Strada ma gente capace”, Meloni “Scelta ideologica”, Spirlì “Non vogliamo medici missionari, mica dobbiamo scavare pozzi!”; Forza Nuova “Gino cambia Strada”; la destra eccelle.

Invero anche la sinistra (più deprecabile poiché ipocrita) è restia al nome di Strada da quando il chirurgo affermò “Non vedo più la sinistra, ma solo comitati d’affari”. Manca lo spirito di solidarietà, pensare a Strada come emblema ideologico è quanto di più ripugnante, perché un malato non ha colore politico, un malato va curato senza vincoli o imposizioni e Strada possiede una “discreta” esperienza sul campo».

Lo scrivevo qualche post fa, lo confermo ora, mentre sta salendo sull’asteroide 248908, intitolato in suo onore. Buon viaggio Gino.

Alberto Giardini