5 STELLE: È ORA DI METTERE UNO STOP ALLE REGOLE SUICIDE

Sono veramente stanca. Stanca di leggere attacchi gratuiti da parte di quella genia particolare che raggruppo nella categoria “grillini delusi”.

Stamattina ho letto da parte di diversi di loro commenti al vetriolo nei confronti dei 5 Stelle perché, dicono, sul caso Formigoni (l’ex senatore pregiudicato, che insieme al par suo Ottaviano Del Turco, s’è ricuccato l’intero vitalizio), non hanno toccato palla.

I casi sono 2: la loro o è ignoranza pura (nel senso letterale del non sapere), o è malafede.

A costoro rispondo :
La Commissione contenziosa, che ieri ha annullando la delibera dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso che inibiva ai senatori oggetto di condanna penale di accedere al vitalizio, all’inizio dell’attuale legislatura, la 18esima, quella nata a marzo 2018 con l’avvento al governo dei 5 Stelle, rispecchiava il peso di ogni forza politica uscito dalle urne. Su 6 membri politici, di cui 3 effettivi e 3 supplenti, Il MoVimento esprimeva la vicepresidente Elvira Evangelista e il senatore supplente Castiello. Entrambi si sono dimessi a novembre 2019 per protestare contro i conflitti di interessi che investivano alcuni dei membri. Al loro posto, dopo un paio di settimane, il Movimento ci ha piazzato il membro supplente Sabrina Ricciardi e, soprattutto, il membro effettivo Alessandra Riccardi (Nel frattempo la Lega si era accaparrata la vice presidenza con Pillon).

Ed é stata lei, la Riccardi, a tagliare fuori i 5 Stelle dalla commissione contenziosa al senato: dopo aver salvato le terga a Salvini in seno alla Giunta per le immunità votando contro l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti sul caso Open Arms, a luglio 2020 ha fatto armi e bagagli ed è passata alla Lega. Risultato, oggi in commissione contenziosa del senato i 5 Stelle contano come il 2 di coppe quando a briscola regna bastoni. Cioè nada de nada. Niet. Zero.

Se proprio volete trovare una pecca nel MoVimento 5 Stelle allora dovreste prendere atto che affinchè il MoVimento 5 Stelle possa sperare di avere un futuro, è di vitale importanza mettere mano ad una seria selezione della sua classe dirigente. Perché cari i miei duri e puri, la pesca a strascico della prima ora fatta con l’unico filtro del casellario giudiziario immacolato (parliamo delle parlamentarie del 2013 e del 2018), alla prova dei fatti ha dimostrato tutti i suoi limiti. Io non ho timore a dirlo. Se in Parlamento il Movimento ha portato tante donne e uomini di valore, gente appassionata, che ha fatto suo il concetto di etica Istituzionale e integrità morale, figure che, con una cultura solida alle spalle, hanno dimostrato di bruciare le tappe in materia di competenza e capacità, allo stesso tempo ha imbarcato anche persone di bassa qualità etica e con un bagaglio culturale fragilissimo. Umanità variegata che alla prima occasione, inebriata dalle lusinghe dei soloni di lungo corso che nel nostro Parlamento pullulano, si è venduta alla prima occasione utile all’insegna del “tengo famiglia”.

Uno stipendio non dimezzato e l’illusione di poter conservare la cadrega vita natural durante hanno convinto anche i più “devoti” a tradire la causa pentastellata.

A dicembre 2020 in casa 5 Stelle erano 47, fra deputati e senatori, i fuoriusciti. Due le macro categorie: espulsi e, in gran numero, voltagabbana. E fermiamoci a questa fotografia temporale perché, se alla data così non fosse stato, se avessimo mantenuta intatta la nostra forza di Governo, oggi, anziché roderci il fegato sulle nefandezze e l’inadeguatezza del governo Draghi, avremmo raccontato un altra storia.
A marzo 2018 il Movimento 5 Stelle entrò in Parlamento con 226 deputati e 112 senatori. Se fossero rimasti tali, a dicembre scorso non ci sarebbe stata una crisi di governo, del signor Renzi e dei suoi 18 senatori ce ne saremmo tutti altamente sbattuti, non ci sarebbe stata quell’umiliante ricerca di “responsabili” last minute e Draghi starebbe ancora a godersi la sua meritata pensione a Città della Pieve. Con Conte ancora saldo al governo del Paese.

Quando Giuseppe Conte, che spero presto, prestissimo (che i tempi si stanno troppo allungando), ci renderà partecipi del suo progetto di rifondazione del Movimento, parla di rimodulare certi meccanismi, alludendo anche alla regola dei 2 mandati (io personalmente sarei favorevole ad un recall al terzo mandato per i più meritevoli da sottoporre al voto degli iscritti), è perché ha ben chiaro che occorre assicurare una continuità d’azione al Movimento. Continuità che solo mettendo l’esperienza dei senior a servizio delle nuove leve (da supportare comunque con adeguata formazione), si potrà realizzare.

I portavoce 5 Stelle, e noi iscritti, dobbiamo fare tesoro delle ingenuità del passato: se nella prima ora hanno avuto il loro perchè, anzi, hanno costituito un elemento di rottura, il volano di una forza politica dirompente, perpetuarle oggi, che abbiamo vissuto e pagato lo scotto della prima prova di governo, sarebbe suicida.

Roberta Labonia