Bergamo. Custodia cautelare, nei confronti di 13 persone, legate ad un sodalizio ‘ndranghetistico’.

“Questa mattina i carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Brescia, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 13 persone, legate ad un sodalizio ‘ndranghetistico, ed accusate a vario titolo di estorsione, usura, detenzione illegale di armi da fuoco, riciclaggio ed autoriciclaggio di denaro e bancarotta fraudolenta.”.

Sembra il testo di un’agenzia come altre, e forse lo è.

Ma il succedersi di non più decine, bensì centinaia, di operazioni da parte delle varie DDA italiane che aggrediscono strutture di ‘ndrangheta, ormai impone una severa riflessione.

La ‘ndrangheta, con la sua vocazione ad operare in maniera silente, senza apparire ed ostentare, ha abbondantemente infiltrato economia e società in territori ben distanti dalla Calabria, con la complicità di elementi locali che in nome del dio denaro hanno collaborato con la mafia calabrese svendendo dignità e diritti.

E dove il crimine organizzato, soprattutto se di natura mafiosa, prende il sopravvento, la democrazia stessa è in pericolo.

A Roma parecchi non l’hanno compreso, esattamente come in tante altre parti del paese e d’Europa.

Eppure Paolo Borsellino implorava di parlare di mafia: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.


Nicola Morra

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