“Banche venete tra silenzi e complicità” le parole di Antonio Tanza

Visti gli importanti argomenti trattati e la ricchezza di contenuti esposti in occasione della conferenza del 19 settembre “Banche venete tra silenzi e complicità” riportiamo qui la trascrizione degli interventi dei relatori. Nell’ordine: Emanuele Cozzolino, Enrico Cappelletti, Cecilia Carreri, Antonio Tanza, Alessio Villarosa, Gianni Girotto, Laura Bottici, Mario Michele Giarrusso.

4/8 Antonio Tanza

La domanda che più ci facciamo è quando finirà? O meglio quante altre banche faranno la stessa fine?
Quanti hanno sul proprio territorio una Popolare e hanno acquistato azioni per avere agevolazioni
bancarie? Quando andate a vendere quelle azioni, non se le compera nessuno. Non hanno valore eppure
ogni anno si fa un bilancio, vengono quotate ma non le vuole nessuno. E di fronte a questa situazione non ci
sono interventi, nonostante Adusbef depositi vagonate di denunce. Da Parmalat mi diletto a seguire tutti i
processi per i tribunali d’Italia e sono una farsa perché c’è sempre il reato “ostacolo alla funzione della
vigilanza” cioè abbiamo una Consob e una Banca D’Italia che sistematicamente vengono presi in giro da
questi “farabutti delle banche”.

Ma loro non se ne accorgono, non sanno niente, e il reato è sempre quello!
E il consumatore non può nemmeno costituirsi perché la funzione di vigilanza vede una sola parte offesa, la
Banca D’Italia. Quindi è un serpente che si morde la coda, questi processi si fanno per cosa? Perché Banca
D’Italia e Consob vengano risarcite. Ma vi rendete conto! Anche l’ultimo processo a Veneto Banca, di tanti
reati resta solo l’aggiotaggio…il topolino…ma questo che sta succedendo è un cliché che si sta ripetendo da
15 anni a questa parte. E la fiducia dei cittadini è allo zero, non c’è più sopportazione. E il cittadino spera
nella magistratura ma il sistema giustizia così com’è oggi butta il cittadino ancor più nella disperazione. E
senza politica seria non c’è fine a questo male. Meno male che ci sono gli amici del m5s che ci danno la
voglia di andare avanti. Brave persone ce ne sono tante se si capisce che per uscirne bisogna stare uniti. Io
gratuitamente porto avanti battaglia di Cecilia perché ci credo.



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