“Banche venete tra silenzi e complicità” le parole di Alessio Villarosa

Visti gli importanti argomenti trattati e la ricchezza di contenuti esposti in occasione della conferenza del 19 settembre “Banche venete tra silenzi e complicità” riportiamo qui la trascrizione degli interventi dei relatori. Nell’ordine: Emanuele Cozzolino, Enrico Cappelletti, Cecilia Carreri, Antonio Tanza, Alessio Villarosa, Gianni Girotto, Laura Bottici, Mario Michele Giarrusso.

5/8 Alessio Villarosa

Grazie alla dottoressa Carreri per la forza e la passione e per il suo lavoro. Il suo libro ci aiuterà molto
soprattutto in vista della commissione d’inchiesta. Anche se durerà pochi mesi speriamo di riuscire a
trovare alcuni punti importanti per riuscire a mandare in galera qualcuno. Sono convinto che per i reati
finanziari ed bancari l’unico deterrente sia la galera. Non possiamo permettere che un reato che ha migliaia
di segnalazioni partorisca alla fine due reati come l’aggiotaggio e la l’ostacolo alla vigilanza. Ho partecipato
ad un incontro con Meletti del Fatto Quotidiano e diceva che “questo è il reato che serve per coprire tutto il
resto come l’occultamento di cadavere”. Vorrei provare a spiegare cos’è successo a BPVi e Veneto Banca,

ma non solo a loro. Vorrei fare il mio intervento su Capitale, mutui baciati, crediti deteriorati. Alla Luiss
dissi che le prossime banche ad avere grossi problemi sarebbero state Carige e Popolare di Bari, purtroppo
il disegno è chiaro. Se chiedi un mutuo alla banca, la banca dovrebbe averli quei soldi per garantirti il
mutuo; dagli anni 80 non è più così, contabilmente le banche creano del denaro nel momento in cui
erogano dei finanziamenti e lo fanno in modo legale. Sono convenzioni internazionali. Banca D’Italia e Mef
ci ha confermato che non c’è niente di strano nella creazione del denaro dal nulla. Oggi cosa fa una banca
per capire se è in buono stato di salute. Oggi le banche utilizzano un parametro. Il parametro cet 1 ti dice
che se hai prestato 100 miliardi di euro non puoi avere in cassa meno di 8 miliardi di euro subito liquidabili,
l’8%. Ed è il capitale primario di classe uno. Se ad un certo punto andiamo sotto questo 8% ci sono rischi
che il sistema salti in aria. Ecco io come proposta alzerei questo limite, lo porterei almeno al 18, 20 per
cento. E non blocchi l’economia perché tra le prime 10 banche europee per solidità e salute 5 sono svedesi,
e il loro indice non è di 8 miliardi ma di 18, 20 miliardi. Per questo possono reagire a degli scenari avversi in
modo molto efficace. Per quanto riguarda i crediti deteriorati. Finché non introduciamo una norma che ci
dice come vanno descritti in bilancio i crediti deteriorati senza lasciare nessuna discrezionalità anche questo
cet 1 vale fino ad un certo punto. Perché se vedo che ho un capitale primario di classe uno di 8 miliardi e ho
investito 100 miliardi, quindi sono nel limite, ma poi ho nascosto 30 miliardi di crediti tossici che ho
valutato in bilancio come in bonis, allora anche se ho quel famoso cet 1 a un certo punto arriva Banca
D’Italia da me e mi taglia questi 30 miliardi e mi dice “guarda che questi 30 miliardi sono crediti deteriorati”
e salta la banca. Sapendo che la BCE, tutta l’Europa, si muoveva per cercare di mettere delle regole
“guardate che queste banche devono essere solide, guardate che il sistema bancario si basa sulla fiducia e
se non c’è la fiducia del cittadino verso il sistema bancario salta tutto il sistema bancario, allora cecate di
tenere questi bilanci puliti”, sapendo questo gli amministratori tenevano puliti i bilanci. Come? Truccandoli.
Come si trucca il patrimonio? Come funziona il mutuo baciato? Come detto prima il patrimonio che deve
essere messo a garanzia (gli 8 miliardi) e deve essere immediatamente liquidabile. Nel momento in cui io
banca mi trovo 8 miliardi di capitale primario di classe uno e ho già investito, rischiato, 100 miliardi, e
quindi sono all’8%, come faccio a prestare ancora senza scendere sotto all’8%? E’ molto semplice. La banca
ti dice “Tu hai bisogno di 2 milioni di euro, vai da un tuo amico e fatti prestare questi 2 milioni e mi compri
le azioni della mia banca così io invece di avere 8 milioni di capitale primario arrivo a 10”. E lui dirà “ma
scusa se io li chiedo a te non puoi chiederli a me” e lui di dirà “non ti preoccupare perché io te ne do 4 di
milioni di euro così tu i 2 milioni li ridai a chi te li ha prestati”. Quindi noi abbiamo in questo momento la
banca che non poteva erogare più prestiti, e che ha erogato il prestito, l’amministratore, il capo della rete
commerciale, l’agente che ha venduto il mutuo che hanno guadagnato la loro provvigione, il cliente che
non poteva ottenere i soldi, li ha ottenuti e chi gli ha prestato i due milioni per fare l’operazione fuffa, che li
ha riottenuti indietro. Ma non solo, manca l’aspetto più importante perché “quest’aria” che è stata messa
nel patrimonio non sono soldi di quella persona sono i soldi della banca, ha permesso alla banca di non
avere più quel parametro all’8% ma al 9,6% cioè la banca è “migliorata con questa operazione” ed ha
ancora spazio per fare altri prestiti. Nel momento in cui si arriva ad una condizione di non ritorno e si va a
ricercare quel capitale che doveva essere immediatamente liquidabile non c’è più perché quel credito è
deteriorato e i soldi non ci sono più, non venivano dall’esterno ma da dentro la banca e non si può più
tornare indietro. L’amministratore a quanto pare non verrà neanche mandato in galera per bancarotta
fraudolenta perché è stata fatta una risoluzione, Banca D’Italia per responsabilità con i propri ispettori e il
gioco è fatto. E noi siamo il paese dei Pulcinella.



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Emanuele Cozzolino : http://www.emanuelecozzolino.it/home/banche-venete-tra-silenzi-e-complicita-le-parole-di-alessio-villarosa/