Attacchi terroristici nei luoghi di culto

Terrorismo: quattro anni fa abbiamo presentato a Roma un progetto di ricerca per la protezione dei luoghi di culto rispetto alle conseguenze di attentati terroristici, una progettualità che ha codificato una serie di possibili minacce terroristiche basate sull’analisi comportamentale umana e della tipologia di arma utilizzata.

Già nel 2016 erano stati quindi anticipati nel parlamento italiano scenari ben precisi che si sono rivelati molto verosimili ai modus operandi dei recenti attentanti.

Si riteneva infatti probabile già all’epoca una escalation di questa tipologia di attacchi e le chiese venivano già indicate come un target estremamente vulnerabile in quanto edificio e anche spazio aperto al pubblico. Veniva sviluppata una metodologia nuova che univa hard science e soft science nella codifica del comportamento umano malevolo (malicieus behaviour) e delle sue interazioni con strutture e spazi pubblici.

La tipologia di attacco, il modus operandi ed il target scelto nei recenti attentati di Nizza non rappresentano infatti una novità a livello globale. I luoghi di culto sono facili obiettivi di attentati perché, come detto, sono prima di tutto degli spazi pubblici aperti a tutti coloro che vogliono accedervi.

Già qualche anno fa in Italia venivano quindi scoperti degli scenari di tipologie di attentati che si sono poi dimostrati verosimili rispetto ai primi attacchi a Nizza del 2016, inclusi quelli recentissimi. Condividemmo già all’epoca e vogliamo oggi continuare a condividere i risultati ottenuti alla comunità scientifica ed anzi ci proponiamo, noi Italia, come fautori di un sforzo comune a livello europeo per la prevenzione e la mitigazione degli effetti di attentati terroristici in ambienti altamente urbanizzati.

In questo difficile momento la protezione degli spazi pubblici assume una urgenza ancora maggiore (penso anche alle possibili degenerazioni di tensioni sociali dovute a lockdown).

Voglio quindi riproporvi oggi il video che mostra una breve sintesi dello studio fatto con l’Ingegnere italiano Tiziano Li Piani.

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Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo