Assegno unico, al via con l’assegno “Ponte”. Ecco cosa c’è da sapere

In attesa che l’assegno Unico universale diventi effettivo, le famiglie del Paese potranno avere già un contributo con l’assegno “ponte”, destinato a chi non percepisce altri assegni al nucleo familiare, ossia autonomi e disoccupati. Parliamo quasi di 2 milioni di famiglie che fino a ieri non percepivano sostegni. L’importo medio, dal 1 luglio 2021 al 31 dicembre 2021 sarà pari a 1056 euro per famiglie e 674 per figlio da 0 a 18 anni.

Il nucleo beneficiario dovrà avere i seguenti requisiti:

  • Il nucleo richiedente deve avere isee inferiore a 50 mila euro annui e deve avere i seguenti requisiti:
  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
  • essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere domiciliato o residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

L’assegno viene corrisposto per ciascun figlio in base al numero dei figli e alla condizione attestata dall’ISEE.
Per ciascun figlio con disabilità l’importo è maggiorato di 50 euro.

Le domande possono essere inoltrate entro il 30 settembre 2021 all’Inps o ai patronati.
L’assegno è compatibile con il reddito di cittadinanza e con altre misure di sostegno a favore dei figli a carico erogati da regioni, comuni e province. L’erogazione dell’assegno avviene mediante accredito su IBAN del richiedente ovvero mediante bonifico domiciliato,



Di Gallo Luigi – Già Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati:

FONTE : Gallo Luigi – Già Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati