ArcelorMittal : interpellanza al Ministro dello Sviluppo economico

Mentre nei giorni scorsi abbiamo assistito alla nuova denominazione dello stabilimento siderurgico di Taranto (adesso viene identificato come “Acciaierie d’Italia”) ed ascoltato le dichiarazioni del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, il quale assicurando di non aver ancora pronunciato una parola sull’ex Ilva ammette che per parlare di decarbonizzazione e di utilizzo di idrogeno bisogna essere “molto realistici” poiché la riuscita di questo progetto “dipende da quanto saremo bravi a realizzare impianti di rinnovabili”, l’accordo di cogestione fra Stato e ArcelorMittal Italia presenta ancora dei nodi da sciogliere. Il riferimento è alle famigerate “tre condizioni sospensive”, le stesse che il gruppo franco-indiano ritiene vincolanti per la definizione dell’intesa. Ad oggi, non si è ancora capito che cosa ha da dire il Governo su questo singolare aspetto della vicenda. E, soprattutto, come si comporterà qualora anche solo una delle “tre condizioni sospensive” non andrà a concretizzarsi. Premesso che resto fermamente convinta che l’area a caldo dello stabilimento debba essere “spenta” ed in attesa che la “transizione ecologica” dimostri di essere molto più di un auspicio, ho presentato un’interpellanza al Ministro dello Sviluppo economico affinché chiarisca il suo pensiero sui vincoli posti da ArcelorMittal nell’ambito di un accordo che non potrà non essere fortemente influenzato da due sentenze, entrambe imminenti: quelle del Consiglio di Stato (sul ricorso contro lo stop degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva) e della Corte d’Assise di Taranto (sul presunto disastro ambientale causato dagli effetti della produzione industriale del siderurgico). Di seguito il testo dell’interpellanza.


Rosalba De Giorgi

ArcelorMittal : interpellanza al Ministro dello Sviluppo economico