Andrea Scanzi: Chi, in nome dell’ideologia ha seminato il terrore, non può essere perdonato.

Una splendida notizia: sono stati appena arrestati a Parigi sette terroristi rossi. È accaduto in Francia, meta privilegiata di questi criminali imperdonabili e oscenamente difesi (ancora) da troppi “intellettuali”. Il blitz della Polizia di Stato è avvenuto in collaborazione con il servizio di cooperazione internazionale Scip e all’esperto per la sicurezza della polizia italiana in Francia.

I sette arrestati sono Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi, Giorgio Pietrostefani e Narciso Manenti. Purtroppo ancora in fuga altri 3 terroristi: Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura.

Dei 7 fermati, quattro hanno una condanna all’ergastolo: Roberta Capelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi – tutti e tre ex appartenenti alle Brigate Rosse – e Narciso Manenti, dei nuclei armati contropotere territoriale.

Per Giovanni Alimonti ed Enzo Calvitti, anche loro delle Br, la pena da scontare è rispettivamente 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e 18 anni, 7 mesi e 25 giorni. Giorgio Pietrostefani, ex di Lotta Continua, deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni. Quest’ultimo è il più noto dei sette arrestati.
Alcuni di loro sono legati all’omicidio Moro, altri al delitto Calabresi.

Patetiche e irricevibili le parole di Irene Terrel, storica avvocata degli ex terroristi italiani in Francia, che ha avuto il coraggio di denunciare un “tradimento senza nome da parte della Francia. Sono indignata e non ho parole per descrivere questa operazione che assomiglia a una piccola retata”. Dichiarazioni imbarazzanti e oscene.

Il tema del terrorismo rosso e nero mi ha sempre colpito. Ho letto e studiato molto, perché quel periodo storico mi colpisce e terrorizza. Ci sono ancora troppi criminali latitanti (rossi e neri, il colore qui non mi interessa). In Francia e non solo.

Il tempo non lenisce le ferite e non può essere perdonato chi, in nome dell’ideologia (fraintesa e vilipesa), ha seminato il terrore. Ferito, rapito, ucciso. Cercando di minare la democrazia di questo paese. Non può esistere perdono alcuno.

Un plauso a chi ha portato a termine questa operazione. Sperando che non sia l’ultima.

Andrea Scanzi