Cosi finisce bene anche la vicenda legata a “Spelacchio”, l’amatissimo abete di Natale tristemente noto. La società che portò Spelacchio a Roma ha deciso di rinunciare ai 50 mila euro previsti dal contratto col Campidoglio per l’allestimento, la cura e poi lo smontaggio e la dismissione dell’albero.

Nessun danno erariale: il fascicolo è stato archiviato e i pm coordinati dal procuratore regionale Andrea Lupi hanno chiuso l’indagine. Nessun esborso, nessun danno per le casse capitoline.

Da domani partiranno le riunioni per definire gli ultimi dettagli dell’erede di Spelacchio. Le operazioni di allestimento partiranno nei primi giorni di dicembre e l’albero targato Netflix sarà pronto come vuole la tradizione per l’8, festa dell’Immacolata.