Altamura. Discarica in contrada Le Lamie. Conca (M5S) presenta interrogazione: “Verificare lo stato d’inquinamento del terreno”

“Scongiurare una terra dei fuochi nella Murgia altamurana. Per questo chiedo che si attivino immediati controlli per verificare lo stato dei terreni in cui sorgeva la discarica di proprietà della ditta Tradeco s.r.l., in contrada Le Lamie. È necessario attivare interventi di verifica, monitoraggio e controllo per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, alla luce della presenza di percolato”, lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Mario Conca che ha presentato un’interrogazione indirizzata all’assessore all’Ambiente Stea in merito all’impianto di discarica di Altamura, in contrada ‘Le Lamie’, di cui, dopo venti anni di esercizio, è stata disposta la chiusura entro il 31 dicembre 2007 ma che ha continuato a ricevere rifiuti fino al 31 marzo 2008. Nel 2009 alla richiesta di AIA della ditta, il Servizio Ecologia ha archiviato il procedimento e ha ribadito la conclusione della fase di gestione operativa dell’impianto, avviandolo alla sua chiusura definitiva. 

“Oltre un milione di metri cubi di rifiuti indifferenziati sono stati raccolti in questa discarica nei vent’anni di attività e ad oggi risulta una non corretta gestione del percolato. Nel 2018 – spiega il consigliere – infatti, con la dichiarazione di fallimento della ditta Tradeco, i curatori hanno disposto un accertamento tecnico per verificare lo stato della discarica. Dalla relazione è emersa la necessità di intervenire con urgenza con una serie di attività che contemplano l’asporto e il trattamento del percolato. Un processo assai oneroso che ha portato i curatori a rinunciare al ‘bene’ che passa nuovamente nella mani di una ditta fallita”. 

Secondo l’art 12 del d.lgs 36/2003 la discarica è considerata definitivamente chiusa solo dopo che l’ente territoriale competente al rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e gestione della discarica, ha eseguito un’ispezione finale sul sito, valutato tutte le relazioni presentate dal gestore e comunicato a quest’ultimo l’approvazione della chiusura. Anche dopo la chiusura della discarica il ripristino ambientale, la manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica devono essere assicurati anche nella fase della gestione successiva alla chiusura, fino a che l’ente territoriale competente accerti che la discarica non comporta rischi per la salute e l’ambiente.

“Ritengo necessario – incalza – verificare se sussistano condizioni di pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Bisogna intervenire per verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche e odorigene e il potenziale inquinamento della falda e per intraprendere ogni azione utile per la messa in sicurezza del sito. Inoltre, è necessario individuare i soggetti obbligati a compiere urgentemente gli interventi di chiusura e post-gestione, perché il rimpallo di responsabilità tra Città Metropolitana, Regione e Comune, nuoce gravemente alla salute pubblica. E’ urgente, infatti, attivare le azioni necessarie all’adozione del provvedimento di chiusura e verificare se siano state adottate le necessarie misure di messa in sicurezza della discarica, se siano stati garantiti controlli e analisi del biogas, del percolato e delle acque di falda e se sia stata presentata da parte del gestore una relazione sui risultati della gestione e sui controlli effettuati. I rischi di compromissione delle falde acquifere sono considerevoli, vista la natura carsica e la presenza di terreni destinati all’agricoltura attigui alla discarica. Per questo chiedo, se e quali azioni la Regione intenda intraprendere per gli interventi di asporto e trattamento del percolato che rischia di contaminare i terreni circostanti. Intervenire il prima possibile è necessario – conclude – per tutelare la salute dei cittadini e lo stato dei terreni destinati all’agricoltura nel comprensorio murgiano”.



Di MOVIMENTO 5 STELLE Puglia:

FONTE : MOVIMENTO 5 STELLE Puglia

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