Allevamenti visoni, bene riflettere sulla chiusura totale

Lo scorso 21 novembre il Ministro della Salute Roberto Speranza ha sospeso le attività degli allevamenti di visoni su tutto il territorio nazionale fino al 28 febbraio 2021 incluso. Entro questa data, verrà verificata la sussistenza dei presupposti per la proroga delle misure.

Il virus COVID-19 si è diffuso infatti anche negli allevamenti intensivi di visoni, sfruttati per le pellicce, costretti in pochissimo spazio: condizioni ottimali per l’evoluzione del virus stesso.

🇪🇺In ben 15 stati UE gli allevamenti di animali da pelliccia sono vietati o normati così rigidamente da non essere di fatto realizzabili. Oggi in Italia sono attivi 8 allevamenti di visoni e ogni anno ne vengono uccisi circa 60.000.

Olanda, Norvegia, Austria, Regno Unito, Croazia, Serbia, Slovenia, Macedonia, Repubblica ceca, Lussemburgo, Bosnia ed Herzegovina, Belgio e Repubblica Slovacca hanno stabilito un divieto assoluto. In Germania e in Svizzera la normativa è così restrittiva che non esiste alcun allevamento. In Spagna non è più possibile avviare nuovi allevamenti.

❗️E’ ora quindi di fare delle riflessioni più generali, anche al di là della pandemia in corso. Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato chiaro su questo, per il divieto di apertura di nuove strutture e per la chiusura degli allevamenti esistenti.



Di Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali:

FONTE : Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali