Alessandro Di Battista: la Super Lega e i potenti del business che rotola.

Oggi, dopo 14 mesi in cui, giustamente, si è parlato di pandemia, un nuovo, fondamentale tema diventa centrale. La disoccupazione? L’usura che strozza i piccoli imprenditori? L’aumento dei tumori nelle aree inquinate? No, oggi si parla della Super Lega di Agnelli, Florentino Perez e degli altri potenti del business che rotola.

Molti di loro avendo speso denari “ad minchiam” e dovendo rientrare dei “buffi” accumulati si sono inventati questo obbrobrio che uccide la meritocrazia, ovvero uno dei capisaldi dello sport. Il titolo della FC Juventus oggi ha scalato le classifiche. +8,54%. Molto meglio della prima squadra del resto.

In Francia ed in Inghilterra, paesi dove la politica ha ancora un valore, i Presidenti si sono espressi duramente contro il progetto della Super Lega. D’altronde altro non è che l’ennesimo progetto elitario partorito da chi detiene il potere oltretutto con il consueto sostegno finanziario delle merchant bank americane. Stavolta pare esser JPMorgan il grande sponsor dell’operazione.

Ad ogni modo ci domandiamo: Draghi parlerà o, come solitamente gli capita, eviterà di prender posizione davanti alla nuova aristocrazia del calcio? Staremo a vedere. Speriamo, almeno, che eviti frasi del tipo: “Andrea Agnelli sta diventando il “dittatore” del calcio italiano ma è un dittatore di cui abbiamo bisogno”.

Di certo se il progetto non dovesse esser bocciato dal governo la “fuitina” tra l’apostolo Draghi e la Exor – l’holding di John Elkann che possiede, tra le altre cose, la Juve, il gruppo Gedi (Repubblica, La Stampa, etc, etc.) e una parte di Stellantis – verrebbe immediatamente svelata. E certi amori meglio tenerli nascosti. Non sia mai che qualcuno iniziasse a comprendere i giochi di palazzo che sono stati fatti per portare il Messia a Palazzo Chigi….

Alessandro Di Battista