Alessandro Di Battista: A PROPOSITO DI CENSURA…

1. Ormai da anni, forse per non “disturbare” i manovratori, non vengono più calcolati dall’Istat i suicidi per ragioni economiche. Eppure, ahimè, mai come oggi, si dovrebbe parlare di questa tragedia per costringere la classe politica a rafforzare gli strumenti (sanitari ed economici) di prevenzione a cominciare dai fondi anti-usura.

2. Salvo rare eccezioni il sistema mediatico tace sulla questione voli di Stato-Casellati. Addirittura ieri mediaset ha fatto cancellare da tutti i social de “Le Iene” e dal proprio sito un servizio al riguardo. E’ indecente. In qualsiasi Paese civile una carica così importante che usa un aereo blu per andare in vacanza si sarebbe dimessa all’istante.

3. Capitolo Durigon: alcuni giorni fa FanPage ha pubblicato un’inchiesta su Durigon, potente Sottosegretario all’economia della Lega nonché braccio destro di Salvini. Tesseramenti gonfiati ai tempi dell’UGL, frasi indecorose pronunciate (“quello della finanza che indaga sulla Lega l’abbiamo messo noi”), rapporti compromettenti con personaggi poco raccomandabili in quel di Latina. Se ne è parlato qualche ora, poi nulla. Mi dicono che Durigon sia l’uomo che gestisce le nomine per la Lega. Ebbene nelle prossime settimane il governo dovrà farne a centinaia. Non vorrei che la “pax-draghiana” abbia anestetizzato le lotte politiche (quelle vere) in virtù di un “volemose bene” che in tempo di nomine fa star tranquilli tutti quanti.

4. Durigon 2: Durigon, ripeto, ha detto: “quello che fa le indagini l’abbiamo messo noi”. Si riferiva a qualcuno della guardia di finanza che indaga sui 49 milioni di euro della Lega. Durigon è Sottosegretario al ministero dell’economia. La Guardia di Finanza dipende da quel Ministero. Io non so se quel che ha detto sia vero o si tratta solo di una “minchiata” sparata per darsi delle arie. In tutti e due i casi dovrebbe dimettersi.

5. Colombia: il governo colombiano sta portando avanti una serie di misure (riforma pensioni, manovre fiscali, riforma sanità, etc) che colpiscono in primis la povera gente. Si tratta delle consuete misure neo-liberali. Milioni di cittadini stanno protestando e la risposta del governo è violentissima. In Colombia la polizia spara ad altezza d’uomo e uccide. In quanti hanno visto le immagini degli assassinii? Se tutto quel che sta avvenendo a Cali avvenisse a Caracas, i TG di mezzo mondo mostrerebbero la mattanza. Ma la Colombia è un paese allineato, il Venezuela no.

6. Della questione palestinese non sappiamo più nulla. Un tempo la politica, seppur con posizioni diverse, se ne occupava. Craxi, Andreotti e soprattutto Pertini pronunciarono discorsi chiari in favore del diritto dei palestinesi ad avere una patria. Da noi, ormai, calma piatta. Come se Gaza fosse Bel Air.

7. Salvini e Condorelli. Salvini ha elogiato il Dott. Condorelli che ha avuto il fegato di non pagare la mafia, di denunciare il pizzo e di far arrestare 40 persone. Lo sa Salvini che uno dei suoi principali alleati, Silvio Berlusconi, non ha mai denunciato i mafiosi che incontrava e che ha pagato la mafia per anni (secondo la sentenza di I grado sulla Trattativa pagava anche quando era Presidente del Consiglio)?

8. Berlusconi e Cosa Nostra. I passaggi della sentenza di condanna di Dell’Utri che riguardano Berlusconi sono una delle cose più censurate in Italia. Avete mai sentito un giornalista fare una domanda su questo a Berlusconi? Eppure in questi giorni tutti elogiano Fedez e la libertà di espressione. C’è una frase nella sentenza (definitiva) su Dell’Utri che tutti gli italiano dovrebbero leggere: “Grazie all’opera di intermediazione svolta da Dell’Utri, veniva raggiunto un accordo che prevedeva la corresponsione, da parte di Silvio Berlusconi, di rilevanti somme di denaro in cambio della protezione a lui accordata da parte di “cosa nostra” palermitana. Tale accordo era fonte di reciproco vantaggio per le parti: per Silvio Berlusconi esso consisteva nella protezione complessiva sia sul versante personale che su quello economico; per la consorteria mafiosa si traduceva, invece, nel conseguimento di rilevanti profitti di natura patrimoniale”. Sì, avete letto bene.

9. Draghi già in passato si prodigò in favore delle fusioni bancarie. Il suo sì all’acquisizione da parte di MPS di Antonveneta (errore colossale) pare non se lo ricordi nessuno. Eppure ne stiamo ancora pagando le conseguenze. Ebbene nelle bozze del decreto sostegni sembra vi siano i soli regali alle banche (quelle enormi che per sopravvivere hanno bisogno di fondersi). Draghi rappresenta il sistema dei “grandi”, grandi gruppi bancari, grandi opere, grandi gruppi editoriali. Esistono visioni opposte alle sue, sebbene in Parlamento siano tutti diventati proni.

“Più grandi sono i media dell’informazione, meno coraggio e libertà vengono consentiti. La grandezza significa debolezza.” Arnold Eric Sevareid


Alessandro Di Battista