Al via una nuova stagione di semplificazioni

Il mio intervento su Il Sole 24 Ore di oggi.

Il nuovo ciclo di fondi Ue, la grande sfida del programma Next Generetion Eu, ma più in generale la necessità di mettere a terra rapidamente progetti e investimenti che costituiscono il trampolino in grado di proiettare il Paese nel futuro, rendendolo più digitale, efficiente e moderno. Sono obiettivi che non possiamo fallire. Non solo il Governo, ma tutto il sistema Italia deve dare una risposta all’altezza del momento storico che viviamo e la Pubblica amministrazione, che è l’infrastruttura nodale della nazione, deve farsi carico del compito che le spetta. La burocrazia non può costituire più un alibi per nessuno, mi verrebbe da dire parafrasando “Il Pentagramma del Diavolo”, recente e istruttivo volume di Dall’Olio, Hinna e Marcantoni sui mali della macchina pubblica italiana.

Nuove competenze e spinta alla digitalizzazione, rivoluzione organizzativa e smart working, reingegnerizzazione dei processi e attenzione alla valutazione effettiva delle performance: sono queste le direttrici su cui stiamo agendo per una Pa più vicina a cittadini e imprese.

Sul fronte della semplificazione, autentica vexata quaestio, ribadisco che snellire davvero la macchina amministrativa non è un esercizio che si possa affidare a interventi spot o calati dall’alto. E soprattutto non si semplificano le norme aggiungendone altre; diventerebbe un’inutile fatica di Sisifo.
Ecco perché nel decreto Semplificazioni, che è stato un primo importante passo, abbiamo previsto il rilancio della “Agenda di semplificazione per la ripresa 2020-2023” che proprio lunedì scorso ha avuto il via libera della Conferenza Unificata. Solo mettendoci al tavolo con tutti i livelli di governo, con le realtà associative e con gli stakeholder di settore, infatti, riusciremo a intervenire in modo mirato su adempimenti e procedure da ridurre o tagliare.

Tra gli obiettivi a breve termine dell’Agenda, voglio qui anticiparlo, c’è la pubblicazione dei tempi di smaltimento delle pratiche ed erogazione dei servizi. È un punto importante – rispetto al quale contiamo di dare riscontri già a inizio 2021 – perché sulla trasparenza può attecchire una sana competizione tra gli enti.

Lavoreremo con sollecitudine anche alla predisposizione di un “catalogo delle procedure” diretto a uniformare i regimi amministrativi, eliminando incombenze e autorizzazioni non necessarie. Cruciale è poi l’interoperabilità tra le banche dati, così da dare corpo, finalmente, al principio del “once only” e fare in modo che le amministrazioni non chiedano più a cittadini e imprese dati e informazioni che sono già in loro possesso.

Proprio le aziende avranno sempre più bisogno di una Pa davvero al loro servizio: ripensare i processi in ottica digitale ci consentirà di rendere realmente efficienti i Suap e i Sue, facendo anche leva sul sostegno alle amministrazioni nella gestione delle procedure complesse; un punto chiave, questo, pure nell’ottica di una accelerazione degli interventi necessari alla ripresa, compresi quelli a valere sulle risorse del Recovery Fund.
Le tante azioni messe in campo dalla Agenda rappresentano una road map con obiettivi e tempi chiari. Un cammino sicuramente difficile che potrà dare frutti concreti soltanto grazie alla piena sinergia di tutti gli attori in campo.



Di Fabiana Dadone:

FONTE : Fabiana Dadone