Aggiornamento, dopo la riunione dei gruppi con Luigi Di Maio.

di Paolo Lattanzio:

Breve aggiornamento, dopo la lunga riunione dei gruppi parlamentari di oggi con Luigi Di Maio.
Quasi 4 ore di confronto, ampio schietto e diretto.
La follia della Lega di Salvini di precipitare il Paese in una crisi di governo agostana che definirei grottesca, se non fosse tragica per il Paese, ha sicuramente compattato ulteriormente il nostro gruppo. E ne ha rafforzato ulteriormente il senso di responsabilità per il servizio che stiamo svolgendo provvisoriamente nelle istituzioni.
I giudizi sulla Lega e sul suo leader sono chiarissimi e devono essere impietosi, così come la sua mancanza di rispetto per ogni forma di istituzione nazionale e di bilanciamento dei poteri meritano. Come è anche chiaro l’ottimo lavoro fatto, serio e responsabile, che non ha fornito alla Lega alcun pretesto per rompere il Governo sui temi del contratto, che noi abbiamo sempre rispettato in maniera leale, seppur dolorosa alle volte. Si tratta quindi di valorizzare quanto di buono fatto (Decreto Dignità, SpazzaCorrotti, Voto di scambio politico-mafioso, Reddito di cittadinanza, etc) e rilanciare sui nostri temi che ancora non sono stati affrontati.

Ma ciò su cui mi interessa aggiornarvi è il Noi. Per troppo tempo abbiamo inseguito “loro” (temendo addirittura di nominarli) accettando una narrazione imposta dalla Lega di Salvini. Noi portavoce, invece, oggi abbiamo riaffermato con molte voci il NOI consci di essere una parte importante, ma solo una parte, della grande comunità del Movimento 5 Stelle. E il noi che oggi ha preso la parola, con decine di interventi, ha ribadito alcune cose chiare, che ho affermato anche nel mio intervento.

Non lasciamo gli spazi, i tempi e la gestione della crisi alla Lega. Il Presidente Conte ha portato la crisi nel luogo competente, il Parlamento. E’ li che ascolteremo le sue comunicazioni, è li che gli mostreremo tutta la nostra fiducia e supporto, è li che NOI guarderemo negli occhi chi ha sfiduciato il governo per “capitalizzare il consenso” (o presunto tale) senza avere il coraggio di staccarsi dalla poltrona di Ministro e Sottosegretario.

Il secondo spunto lo prendo da un articolo scritto da Sabino Cassese ieri sul Corriere della Sera, la legislatura per Costituzione ha durata di 5 anni. E’ inaccettabile creare un precedente per cui un qualsiasi leader politico, più o meno autoritario, più o meno arrogante, può alzare la manina e dire “domani tutti al voto perché secondo me i sondaggi mi darebbero una nuova maggioranza”. E’ inaccettabile svuotare il senso del voto, delegittimare un Parlamento, strattonare il Presidente della Repubblica per il proprio tornaconto di bottega.
E questo non vuol dire volersi tenere la poltrona, ma semplicemente rispettare la carta costituzionale per la quale abbiamo portato avanti tante battaglie. E che da piena dignità al Parlamento eletto e al voto espresso non più di 18 mesi addietro dagli italiani.
Non si tratta di voler tenere il culo sulla poltrona, ma di essere ancora più centrali in questa legislatura e menare le danze.
E, ca va sans dire, non lasceremo che ad intimidirci siano le minacce di un ministro della Repubblica che invoca le piazza!

La sfida vera deve essere rilanciare i contenuti, i temi. Rilanciarli con lo stesso coraggio, con la stessa forza, con la stessa perseveranza con cui abbiamo portato la Lega a votare lo Spazzacorrotti e il Reddito di Cittadinanza. Dobbiamo essere in grado di aprire un dialogo perché i temi, quelli si centrali rispetto alle persone, sono la ragione stessa della nostra esistenza come movimento politico nelle Istituzioni: la lotta alle mafie, la rivoluzione culturale, l’acqua pubblica, il salario minimo, l’accesso all’università, l’economia green, la mobilità sostenibile, la dignità del lavoro, le smart city, il conflitto di interessi, la riduzione dei costi della politica sono temi che abbiamo il dovere di mettere al centro del dibattito parlamentare.
E lo dobbiamo fare perché abbiamo questo mandato dagli elettori. E, come è evidente, non sono temi né di destra né di sinistra. Sono temi del Movimento 5 Stelle.
Non lasciamoci strumentalizzare. Giornalini e giornaloni giocheranno sempre di più a parlare di accordi di palazzo. Ma la Costituzione prevede e prescrive proprio che in Parlamento si affronti la crisi e si trovino le eventuali soluzioni: non sono giochetti, si chiama Democrazia parlamentare. E la nostra visione di Democrazia parlamentare ha i TEMI al centro, non lo schieramento ideologico.

Il nostro gruppo raccoglie enormi ricchezze: l’entusiasmo dei nuovi, l’esperienza dei “vecchi”, le competenze di tutti. Di tutti!
Abbiamo parlamentari che ogni giorno lavorano, contrattano, fanno politica. Ciò significa che c’è una forza parlamentare che ha competenze pazzesche, anche di trattativa.
Sulla base dell’esperienza accumulata in questi 18 mesi nelle istituzioni abbiamo chiesto una gestione sempre più collegiale della crisi di Governo, tramite assemblea permanente e rappresentanza del gruppo parlamentare, che avverrà con il coinvolgimento diretto dei Capigruppo di commissione.

Dal punto di vista comunicativo infine abbiamo sottolineato ancora una volta come sia indispensabile focalizzassi sui temi, sui nostri grandi temi, e non sulle personalità politiche dei vari partiti. Bene facciamo a mettere paletti, ma anche qui senza farci strumentalizzare da chi vuole spaccare il nostro gruppo e veder cadere il Movimento.