Oggi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza alla Camera , adesso si tratterà di vigilare affinché le risorse vengano utilizzate bene

Tra qualche minuto il Presidente Mario Draghi esporrà qui alla Camera il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che nei prossimi giorni dovrà essere inviato alla Commissione Europea.

Si tratta di un passaggio importantissimo perché sul contenuto di questo documento molto corposo e sulla realizzazione degli obiettivi compresi nelle sei missioni (Digitalizzazione, Transizione Ecologica, Infrastrutture, Istruzione, Inclusione, Salute) si gioca la scommessa del futuro del nostro Paese.

Come #M5S abbiamo percorso con alto senso di responsabilità la strada per la costruzione del PNRR. Una strada che, lo voglio ricordare, è stata aperta da Giuseppe Conte, che si è battuto con tutte le forza in ambito europeo riuscendo ad ottenere oltre 200 miliardi di euro, sfidando avversità in un cammino tutto in salita.
Oggi abbiamo di fronte la sfida più grande: concretizzare la transizione ecologica, che rappresenta il collante di tutto il Piano e che è il terreno principale delle nostre battaglie politiche.
Potremmo dire: la vocazione del M5S, da sempre!

Ci siamo battuti e continueremo a batterci affinché la prospettiva green disegnata dal PNRR venga favorita da alcune nostre proposte contenute nel documento. Prima tra tutte quella del Superbonus 110%, per cui sono stati confermati i 18,5 miliardi di euro già previsti, una cifra che rende il Superbonus la misura più imponente di tutto il PNRR. Siamo però convinti – come ha ricordato il Ministro Patuanelli – che si debbano dare certezze a cittadini e imprese. Abbiamo infatti chiesto che si preveda un allungamento della durata della misura fino a tutto il 2023. Su tale proroga il Governo ha preso un impegno formale, e nelle prossime settimane verrà inserito un apposito dispositivo normativo nel provvedimento che accompagnerà l’approvazione definitiva del piano che, in attesa della prossima Legge di Bilancio consenta, a parità di risorse, di arrivare fino al 2023. È un passo fondamentale verso la transizione ecologica, verso il 2050 che vogliamo.

Un altro tassello fondamentale del PNRR è il Piano Nazionale Transizione 4.0, scritto al MiSE nel 2019/2020 e reso pluriennale, che prevede una serie di crediti d’imposta per le aziende che decideranno di investire in beni materiali e immateriali, in ricerca e sviluppo e in innovazione. Un piano straordinario che si compone di oltre 18 miliardi di euro d’incentivi e che punta a far fare un salto di qualità e produttività alle nostre imprese, grandi o PMI, di tutti i settori produttivi.

Tra le numerose ulteriori proposte che abbiamo favorita, voglio ricordarne anche alcune specifiche per il comparto agricolo, come lo stanziamento di 800 milioni per la logistica, 1,5 miliardi per sostituire le coperture degli stabilimenti agricoli con impianti fotovoltaici (il cosiddetto agrisolare), 500 milioni per l’ammodernamento delle macchine agricole e 1,2 miliardi, nel fondo complementare, per i contratti di filiera, che spingeranno il settore agricolo verso un’innovazione profonda. Inoltre abbiamo stanziato quasi 2 miliardi per lo sviluppo delle produzione e delle tecnologie inerenti il biogas e il biometano – un tema che seguo con particolare attenzione – e 880 milioni per gli invasi e il sistema irriguo, così da aumentare la capacità di raccolta dell’acqua piovana, proteggendo questa risorsa fondamentale, per noi e per l’ambiente.

Adesso si tratterà di vigilare affinché le risorse vengano utilizzate bene e in tempi utili per consentire non solo la ripresa economica, ma anche le riforme di cui il nostro Paese ha bisogno.

Gianpaolo Cassese