Acqua pubblica: la nostra battaglia in Calabria

Di Paolo Parentela:


💧 Ecco il mio intervento sulla battaglia che stiamo portando avanti in Calabria all’evento “Acqua Pubblica: una sfida globale” nella giornata mondiale dell’acqua.

“Darò il mio contributo raccontandovi della battaglia per l’acqua pubblica che stiamo portando avanti in Calabria insieme al collega deputato 5stelle Giuseppe d’Ippolito, della commissione Ambiente, ad altri colleghi parlamentari del Movimento, a nostri portavoce comunali, ad attivisti, ambientalisti ed esperti obiettivi e coraggiosi.
L’attuale gestore del servizio idrico calabrese si chiama Sorical, ed è una società partecipata in liquidazione: il socio di maggioranza è la Regione Calabria, il privato è controllato per intero dalla multinazionale francese Veolia, la cui ristrutturazione del debito è in mano a una banca irlandese, Depfa Bank.
Nel tempo Sorical è diventato un carrozzone politico: in organico sono stati assunti, secondo le vecchie logiche spartitorie, soggetti legati alle tradizionali forze politiche. Il processo di reclutamento, poi, non ha seguito logiche razionali, di efficienza e di organizzazione funzionale allo scopo pubblico. La società, posta da anni in liquidazione, è di fatto diventata nel tempo uno stipendificio, con l’aggravante della mancanza di trasparenza e del ritardo nella comunicazione dei dati di bilancio.
Dunque da una parte gli aggravi di spesa per il personale, dall’altra un servizio inadeguato, con condotte bucate come colabrodi, perdita d’acqua superiore al 50% e mancato ammodernamento della rete. Il socio privato non ha messo in campo gli investimenti contemplati dalla convenzione di affidamento del servizio, i controlli sulla gestione sono stati molto scarsi e non si è mai vista un’attività programmatica a servizio della comunità. Anzi, vari Comuni hanno subito l’illegittimo distacco o la riduzione della portata dell’acqua, il che ha portato – per esempio – la Procura di Lamezia Terme a indagare, a fronte di danni e disagi pesanti per interruzione di pubblico servizio.
In Calabria non esiste il servizio idrico integrato e, oltretutto, i Comuni sono stati vessati per lunghi anni con fatturazioni maggiorate, nel complesso sino a 150milioni e per via dell’applicazione di tariffe illegittime, arbitrarie, da parte della Regione Calabria e della stessa Sorical.
Abbiamo dimostrato e denunciato questo caso, che grida vendetta, attraverso un tour informativo denominato «AcquaRaggia», arrivato nei capoluoghi di provincia della Calabria e in altre città importanti. Abbiamo chiesto ai vari sindaci e alle amministrazioni comunali di alzare la testa, tuttavia riscontrando timore, subordinazione e perfino opportunismo politico. Mi spiego, pregandovi di ascoltare a fondo questo passaggio.
Diversi Comuni hanno voltato lo sguardo dall’altra parte,  sperando di ottenere una ricompensa dalla Regione, magari un finanziamento per una qualche operetta pubblica.
Ciò non ci ha scoraggiato. Per noi era ed è fondamentale creare consapevolezza, spiegare che i consumi sono stati fatturati scavalcando le regole e aumentando i profitti di Sorical senza, però, investimenti atti a migliorare il servizio.
Ogni emergenza idrica poteva essere affrontata diversamente, già soltanto con una manutenzione adeguata e con piani specifici, che non si sono mai visti.
A seguito della sensibilizzazione collettiva, sul territorio, in merito al tema dell’acqua pubblica – che ha visto allineati associazioni, comitati, attivisti civili e il Movimento 5stelle –, è stata depositata una PDL di iniziativa popolare  raccogliendo più di 5mial firme ma la Regione Calabria ha calpestato nuovamente la volontà popolare ed ha approvato la legge istitutiva dell’Autorità idrica, evitando, perciò, la necessaria, piena rappresentanza delle popolazioni interessate.
Così, questa Autorità si è da principio distinta per essere una sorta di strumento attuativo della volontà dei vertici politici della Regione, che starebbero pensando di far affidare proprio a  Sorical il servizio idrico integrato della Calabria, ancora ci tengo a ribadirlo,  inesistente.
Abbiamo contrastato simili manovre, che a volte sono state manifeste, altre sotto traccia. Non solo, abbiamo predisposto e presentato la proposta del Movimento 5stelle sul servizio idrico integrato regionale, contenuta in un’articolata mozione ad uso dei comuni calabresi e volta a inserire nei rispettivi statuti che l’acqua è bene essenziale per la vita e la sua disponibilità per i bisogni primari costituisce diritto inviolabile e universale dell’uomo.
La mozione – già approvata dal Comune di Crosia (CS) grazie a un consigliere comunale 5stelle – tiene conto dell’elaborazione giuridica e politica riguardante il tema dell’acqua pubblica. Tiene conto, inoltre, delle pronunce e sentenze, anche di rilievo internazionale, in merito alla tutela dei diritti insopprimibili, come dell’esito del referendum italiano del 2011 sull’acqua e delle acquisizioni culturali e di principio sull’acqua, che non può essere  suscettibile di sfruttamento economico e di lucro. La suddetta mozione prevede, in sintesi, che esecutivi e Consigli comunali assumano l’impegno di avviare le azioni necessarie al rimborso o alla rideterminazione da parte di Regione Calabria e del gestore Sorical delle somme, per un totale di circa 150milioni, richieste in più rispetto a quanto prescritto dalla normativa vigente. Nella mozione sono articolati precisi impegni. Ciò anche per fermare la pratica della riduzione o del distacco della fornitura in caso di morosità dei Comuni e per azioni di risarcimento contro Sorical in ragione dei mancati investimenti sulle rete idrica.
Riguardo all’Autorità idrica della Calabria (Aic), la mozione contempla una serie di punti fondamentali, che in questa circostanza posso soltanto riassumere. Oltre a impegni per la massima trasparenza, rappresentatività e partecipazione democratica, che la mozione stabilisce che la gestione e l’erogazione del servizio idrico non siano separate e che possano essere affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico, non assoggettabili al patto di stabilità interno.
Il MoVimento 5 stelle vuole che la gestione del servizio idrico integrato sia in Calabria veramente pubblica e giammai affidata a Sorical dopo un’operazione di restyling.
La gestione pubblica del servizio idrico – abbiamo sostenuto con forza – deve avere come corollario l’esclusione dello sfruttamento economico dell’acqua. Inoltre l’Autorità idrica calabrese  deve impegnarsi a modificare retroattivamente le tariffe illegittime praticate da Sorical e Regione, che hanno rappresentato una truffa verso gli utenti, finora volutamente consentita. A riguardo abbiamo avuto un’interlocuzione con Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), cui abbiamo chiesto un intervento risoluto e retroattivo sulle stesse tariffe, perché i calabresi non subiscano più codesta colossale ingiustizia.
Noi non ci stancheremo di andare avanti, con la consapevolezza che stiamo portando avanti una battaglia di civiltà per difendere il più importante dei ben comuni, perché per noi l’acqua non si vende, l’acqua si difende.“



FONTE : Paolo Parentela