Accelerare sul Palagiustizia, la mia intervista per La Gazzetta del Mezzogiorno

Brescia «chiama» la Cartabia «Accelerare sul Palagiustizia»

Confronto tra il parlamentare 5Stelle e la ministra: «Basta polemiche, i fondi ci sono. Avanti con il progetto a Carrassi»

Alcuni giorni fa ha incontrato il ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Com’ è andata?

È stato un incontro molto costruttivo. Abbiamo affrontato alcuni temi che sono all’esame della commissione che presiedo: il conflitto d’interessi e la regolamentazione del lobbying. L’Italia ha leggi troppo deboli su questi aspetti, ce l’ha detto anche il commissario europeo alla giustizia Reynders intervenuto in commissione. Alla ministra Cartabia ho detto che il MoVimento 5 Stelle tiene molto a queste riforme. Servono per rendere più credibile la politica.

Con il ministro Cartabia avete avete parlato anche della situazione dell’edilizia giudiziaria barese?

Sì, era un mio obbligo morale sottoporre la questione e ho trovato una persona attenta e consapevole della necessità di un’accelerazione. Era la mattina del giuramento dei suoi sottosegretari, Macina e Sisto, e le ho detto che con due sottosegretari pugliesi la situazione del Tribunale di Bari sarebbe inevitabilmente diventata una priorità assoluta.

Siete entrati nel dettaglio dell’attuale situazione degli Uffici giudiziari?

Non solo. Abbiamo parlato anche della soluzione attuale, della sede di piazza De Nicola assolutamente non adeguata. Ho rappresentato i tanti appelli degli avvocati e l’urgenza della situazione. Sul nuovo Tribunale c’è la certezza comune di non voler tornare indietro e di proseguire sul progetto nell’area del quartiere Carrassi. Ogni cambiamento aggiungerebbe perdite di tempo a lentezze. Ritengo molto positivo per la città e per la Puglia che ora voglia accendere un faro permanente sulla vicenda. Richiama tutti alle proprie responsabilità, non solo la politica, ma anche i diversi enti coinvolti. Condividiamo una battaglia non edilizia, ma di civiltà.

Cosa ne pensa dell’uso dei fondi europei del Recovery Plan per la cittadella?

Diciamo la verità. I soldi del Recovery Plan arrivano e vengono ben spesi innanzitutto con una riforma della giustizia, non con un cronoprogramma dell’Agenzia del Demanio. Va fatta chiarezza anche sulla portata dei fondi del Recovery che vanno all’edilizia giudiziaria. Il piano predisposto dal governo Conte e ora all’esame del Parlamento prevede 470 milioni di euro per l’efficientamento e la messa in sicurezza delle cittadelle giudiziarie. Con i fondi dei progetti Pon si arriverà a 870 milioni in tutto. L’intervento include anche la realizzazione delle cittadelle in chiave ecologica e digitale e stima in 40 gli edifici da riqualificare. Parliamo al massimo di una media di circa 22 milioni di euro a edificio. È sicuramente un aiuto, ma non è la rivoluzione, soprattutto se consideriamo che già 95 milioni sono stati stanziati per il nuovo Tribunale e che sono già disponibili altri fondi. Capisco il valore simbolico, ma conta anche quello economico. Aggiungo poi che inserire il Parco della Giustizia potrebbe essere più un problema che un’opportunità alla luce di alcune limitazioni di carattere amministrativo -burocratico.

Come giudica la polemica tra il sottosegretario Sisto e il sindaco Decaro?

Guardi, sin dall’inizio il Ministro Bonafede ha promosso il metodo della collaborazione. Il Ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio hanno firmato una convenzione per la realizzazione del Parco della Giustizia proprio per accelerare i lavori. Bisogna evitare polemiche. Non c’erano brocchi prima, non sono arrivati fenomeni oggi. Bisogna fare cose normali con approccio concreto. Non credo basti qualche dichiarazione ad accorciare i tempi di un progetto. Lavoriamo insieme anche ad eventuali interventi normativi, ma l’Agenzia del Demanio può partire da quello che già c’è nel decreto Sbloccacantieri e nel dl Semplificazioni.

 E la nota dell’Agenzia del Demanio del 3 febbraio?

C’è anche una nota del 5 febbraio con cui l’Agenzia ha chiesto di comunicare in tempi brevi su quale lotto funzionale si dovrà procedere per l’affidamento della progettazione esecutiva e per la realizzazione. Non si è stati fermi. Ci sono 6 lotti. Del primo lotto fanno parte la realizzazione della Corte d’Appello e della Procura generale o, in alternativa, il Tribunale Penale e la Procura della Repubblica. Sarà un tavolo tecnico a decidere e chiediamo una decisione rapida.

Oltre la giustizia barese, ci sono poi le questioni politiche nazionali: M5S targato Conte e Pd. Come vede il futuro?

In queste settimane, il MoVimento 5 Stelle sta finalmente compiendo quell’evoluzione organizzativa che, con il think tank Parole Guerriere, chiediamo da tempo. Il presidente Conte sarà una risorsa per questo cammino. La nostra crescita nei sondaggi è un segnale, ma continuiamo a lavorare come sempre abbiamo fatto, guardando alla realtà e coerenti con i nostri valori e le nostre idee. Rispettiamo la discussione in corso nel Pd, anche sulla leadership. D’altronde in ogni gruppo politico vero si discute. Quello che conta è dare continuità al percorso avviato insieme dal 2019 per un’alleanza per lo sviluppo sostenibile.



Di Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali:

FONTE : Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali