AAMPS è salva: iil coraggio e il duro lavoro alla fine paga sempre.

Apprendo dai toni trionfali di qualcuno che AAMPS è salva.

Lasciatemi essere felice. Cinque anni fa a Livorno abbiamo preso una decisione difficile e sicuramente innovativa in un ente pubblico, tra mille pressioni e qualche minaccia: abbiamo deciso di risanare una società interamente pubblica oberata dai debiti, tutto questo senza scaricare sui cittadini le inefficienze delle gestioni precedenti. Lo abbiamo fatto mentre tutti gli altri ci dicevano di ricapitalizzare, senza porsi troppe domande e farsi tanti scrupoli.

Nelle ultime ore quel concordato si è chiuso nel migliore dei modi, così come avevamo promesso e preventivato.

È un grande successo per la città di Livorno.

Coloro che ci insultavano dalla balaustra, coloro che non comprendevano di cosa si trattasse, coloro che urlavano cose farneticanti con il megafono, coloro che scrivevano che sarebbe stato un suicidio, oggi giustamente festeggiano con NOI un successo che è di ogni singolo cittadino. E lo è ancora di più se si pensa che questa buona pratica ora è a disposizione di tutta l’Italia.

Il concordato preventivo in continuità di una azienda interamente pubblica ha fatto scuola, ed è oggi un esempio virtuoso nel diritto amministrativo.
Con orgoglio posso dire che ha la mia firma e quella della mia squadra.

Oggi io faccio il Manager in una importante società e quella di Aamps è stata senza ombra di dubbio la mia prima gestione manageriale di una grande crisi aziendale.
Una crisi che mi ha insegnato tre grandi cose, tra le tante.

La prima è che, anche nel pubblico, non esiste risanamento senza riforme.

Se un’azienda fa debiti, non basta coprirli, prima bisogna comprendere il perché si sono generati e poi rimediare.

Noi 5 anni fa lo abbiamo fatto e se oggi Aamps è un patrimonio pubblico sano della città di Livorno, e mi auguro che resti tale, lo si deve sopratutto alla nostra capacità di compiere quelle scelte.

Ed ecco la seconda cosa che mi ha insegnato: da soli non si va da nessuna parte. Occorre una squadra e la mia squadra era composta da persone generose, appassionate ed eccellenti. Ad ognuna di loro dovrebbe andare il riconoscimento di coloro che sono onesti intellettualmente e oggi riconoscono questo grande successo.
La terza cosa?

Che ci vuole un grande coraggio, sempre. E il coraggio cosi come il duro lavoro alla fine paga sempre.

Filippo Nogarin