A Roberto Mancini, il poliziotto ‘vittima del dovere’ nemico delle ecomafie

A Roberto Mancini, il poliziotto ‘vittima del dovere’ nemico delle ecomafie

Il 30 aprile di sei anni fa ci lasciava Roberto Mancini, l’agente di polizia che fu tra i primi a scoperchiare con le sue indagini i disastri provocati dai traffici illegali di rifiuti e gli sporchi affari di clan, colletti bianchi e malapolitica.

Roberto si ammalò proprio a causa del suo impegno incessante per difendere salute e ambiente.

“Se qualcuno avesse preso in considerazione la mia indagine forse non ci sarebbe stata Gomorra” raccontava Roberto che il MoVimento 5 Stellericorda anche all’interno del Calendario dei santi laici realizzato dall’Associazione Rousseau, come “personaggio del mese” di Aprile 2020.

Nel settembre 2014 gli è stato riconosciuto lo status di “vittima del dovere”: l’Italia riconosce il nesso tra il linfoma che gli ha tolto la vita e i suoi mille sopralluoghi tra discariche illegali e altri siti avvelenati dalle ecomafie. A quest’uomo delle istituzioni che tanto ha fatto per il nostro Paese non saremo mai abbastanza riconoscenti. Ricordare il suo impegno, la sua dedizione totale al contrasto di ecocriminali e mafiosi che avvelenano il Belpaese per i loro sporchi profitti, è il miglior modo affinchè tanti cittadini e in particolare i più giovani, facciano propri quell’impegno e quelle dedizione nel solco tracciato da Roberto Mancini.

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