8 MARZO, FESTA DELLA DONNA

Nella ‘Giornata internazionale della donna’ non servono proclami, ma impegni concreti e precisi. I dati diffusi negli ultimi giorni ci dicono, una volta di più, che in Italia c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere una vera parità di genere. Uno sforzo che deve essere tanto politico quanto culturale. Il livello di istruzione delle donne risulta infatti più alto di quello degli uomini ma ciò non le agevola nel lavoro. Serve un’inversione di rotta.

A fine 2021 il Parlamento ha approvato all’unanimità la legge sulla parità salariale uomo-donna, ma ora il Ministero per le Pari opportunità e del Lavoro devono predisporre alcune norme attuative e ci auguriamo che ciò avvenga quanto prima affinché possa essere pienamente applicata. Inoltre, come il MoVimento 5 Stelle chiede da tempo, va introdotto il salario minimo che secondo uno studio dell’Inapp garantirebbe i maggiori benefici proprio alle lavoratrici.

Bisogna altresì intervenire per garantire alle donne maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel dossier diffuso proprio in vista dell’#8Marzo, l’Inail ha rilevato che durante la fase acuta della pandemia le donne sono state le più colpite dai contagi professionali, e che a causa dell’alto numero di spostamenti per coniugare gli impegni di casa e quelli di lavoro sono soggette a maggiori infortuni rispetto agli uomini. Se il Governo desse attuazione alla risoluzione approvata all’unanimità a maggio dello scorso anno in commissione Lavoro alla Camera, per una ‘Strategia nazionale per la sicurezza sul lavoro’, si farebbe un importante passo avanti.

Oltre a ciò, in vista della riforma delle pensioni vanno previsti interventi in favore delle donne. Con l’ultima legge di Bilancio abbiamo prorogato Opzione Donna, ma a nostro avviso andrebbero previsti, ad esempio, percorsi agevolati per l’uscita anticipata delle lavoratrici madri. In XI commissione è depositata una proposta di legge della nostra Tiziana Ciprini che prevede la riduzione dei requisiti di anzianità contributiva necessari a questa categoria per la maturazione del diritto alla pensione: un anno per ciascun figlio fino a un massimo di 36 mesi. Riduzione che si applica anche alle lavoratrici madri adottive. Ci auguriamo che l’Esecutivo voglia prenderla in considerazione. In questo, così come in tutti gli altri ambiti, il MoVimento 5 Stelle è pronto a fare la sua parte.



Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini