i Servizi patrimonio del Paese, non delle singole forze politiche.

Ecco la mia intervista ad affaritaliani.it sulle nuove nomine e sull’attuale delicata situazione dei Servizi Segreti Italiani.

Tofalo, partiamo proprio da Elisabetta Belloni, come commenta la sua nomina alla guida del Dis?

La prima donna a capo degli 007 italiani è sicuramente una notizia positiva. Professionista seria e rigorosa, instancabile lavoratrice, sono certo che Elisabetta Belloni continuerà a portare avanti un ottimo lavoro al Dis.

Con questa nomina, però, si chiude definitivamente la stagione , visto che Vecchione era stata una scelta dell’ex premier?

Non direi. Al di là del prefetto Vecchione, al quale va il mio sincero ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto, tutti gli altri direttori e vicedirettori, nominati e-o confermati dall’ex presidente Conte, sono ancora lì, a partire da Mario Parente. I vertici dell’Intelligence, infatti, rispondono per legge al solo presidente del Consiglio, ma operano su dossier fondamentali per la sicurezza e l’interesse nazionale che sono di tutti.

Nel MoVimento 5 Stelle non è stata presa bene questa decisione. Per quale ragione?

È una tesi fuori luogo. Purtroppo, è l’errore di fondo che si continua a fare nel voler etichettare l’Intelligence. Come racconto nel mio libro appena uscito, “Intelligence Collettiva – Appunti di un Ingegnere rapito dai Servizi Segreti”, i Servizi sono diventati il termometro della politica e puntualmente vediamo che sono tutti pronti a prendersi meriti o ad attaccare gli altri per presunti demeriti, strumentalizzando l’Intelligence. Il nostro Paese ha bisogno di maggiore cultura della sicurezza. Il mio sforzo divulgativo va in tal senso, i Servizi sono un patrimonio del Paese, non delle singole forze politiche. In questi anni prima con Gentiloni, poi con Conte, i partiti per immaturità interne non sono riusciti ad esprime un’autorità delegata con la conseguenza di aver lasciato “troppo spazio” alle strutture.

In questa direzione intrapresa da Draghi c’è, secondo lei, una volontà di allontanare l’intelligence dalla politica?

Tolti millantatori e pochi addetti ai lavori, la politica è lontana anni luce dall’Intelligence. Se ne parla sempre a sproposito e si costruiscono castelli di carta su episodi da gossip. I mass media poi peggiorano il tutto. Dovessimo fare un sondaggio tra parlamentari, avrei timore delle risposte sui compiti reali dei nostri Servizi.

Belloni un po’ come Burns, il diplomatico scelto da Biden al vertice della Cia. Ci stiamo ponendo in scia degli Usa?

Al Dis solitamente si alternano diplomatici o prefetti. Sicuramente, il modello americano è un qualcosa da cui prendere spunto, ma sarebbe anche ora di ‘cacciare la testa fuori dal sacco’ e dimostrare che la nostra Intelligence può davvero aspirare a tornare tra le migliori al mondo. Oggi, ahimè, abbiamo perso colpi…

Angelo Tofalo