C’è un allarme che mette in pericolo lo Stato. Stavolta non c’è niente da ridere.

Mi hanno suggerito di guardare stralci della partecipazione di Conte al forum del Fatto e con mio piacere l’ho trovato pimpante, in forma. Determinato, incazzato il giusto con Renzi sull’incontro con Mancini all’autogrill: “Giusto che lui risponda di quell’incontro in tutte le sedi”. Spiace tornare su quella che a molti sembra una banalità, scontata, ma è la differenza che passa tra uno Stato Democratico e uno Stato fuori controllo, tiranno e anarchico, allo sbando.
L’Italia ha già vissuto quegli anni di piombo, di terrorismo.
La miccia furono proprio i servizi segreti deviati e oggi siamo di fronte a nient’altro che questo.
“parlare nelle sedi istituzionali” non è un pro-forma.
E’ la legge severissima che regola l’attività delle spie.
Fare la spia di Stato non è un’attività come le altre.
Un agente dei servizi segreti ha un potere immenso, sproporzionato, abnorme, che comprime i nostri diritti costituzionali, di cittadini.
In nome di che, di Renzi?
naaaaa Per legge SOLO e ripeto SOLO il Capo di Governo può parlare con una spia.
Nemmeno il Presidente della Repubblica ci parla.
Certo, se vuole, nessuno glielo impedisce, ma col cazzo che si permette di farlo!
Negli Stati Uniti è il Capo di Stato a parlarci perché è una repubblica Presidenziale e il Capo di Stato è anche il Capo di Governo.
Nel Regno Unito Boris Johnson ci parla, non la Regina Elisabetta anche se Sean Connery nei film era “al servizio di sua maestà”.
Chi altri ci parla. Nessuno! NES-SU-NO.
I ministri possono, chiedendo il permesso al capo di governo, o ricevendone la delega, chiedere di parlare con un dirigente, con motivata richiesta scritta, su appuntamento, al termine della quale il dirigente è OBBLIGATO, ripeto OBBLIGATO a redigere un report. Chi altri?
Il Parlamento SOLO in Commissione Sicurezza della Repubblica, per interrogare sempre i dirigenti in audizione su un pericolo.
C’è un allarme che mette in pericolo lo Stato, la Repubblica, Il presidente del Copasir in Parlamento chiama il dirigente di fronte ai membri della commissione in audizione secretata e solo a quelli.
Capite bene la gravità del materiale che si maneggia ogni volta che chiunque si azzarda a parlare con una spia di stato.
A maggior ragione un politicante d’accatto che usa quelle informazioni per ricattare suoi avversari politici senza neppure essere capo di governo.
E’ peggio che tirannide.
Richard Nixon venne messo all’indice nel Watergate per un abuso di potere.
Aveva il potere di farlo, ma ne abusò. Qui siamo di fronte a una persona che il potere non ce l’ha, Renzi e lo USURPA ad un pezzo di Stato deviato.
Il passo al terrorismo è più breve di quanto appaia.
Se non è lui, potrebbe essere chiunque altro dopo di lui.
Se si permette ai servizi segreti di farsi maneggiare con questa leggerezza, chiunque fra un mese un anno o due, con intenzioni bellicose, potrebbe piazzare bombe sotto metropolitane, costringere al suicidio testimoni di giustizia su inchieste di Stato gravissime, scatenare conflitti.
Non possiamo permettercelo. Stavolta non c’è niente da ridere.

Stefano Ragusa