Legge Zan, i partiti svendono una legge sacrosanta e intoccabile.

Italia Viva ha appena, definitivamente, gettato la maschera.

E tra gli applausi dei nuovi amici di Lega e Fratelli d’Italia, ha annunciato di aver cambiato idea sul DdL Zan.
Di volerlo modificare.
Che significa una cosa sola: affossarlo per sempre.

Perché ammesso che il DdL arrivi mai al Senato – e non riesce ad arrivarci perché in Commissione il presidente della Lega lo tiene ostaggio con ogni scusa da mesi – le eventuali modifiche comporterebbero il ritorno del provvedimento alla Camera.

Significherebbe cioè cominciare tutto da capo in un nuovo ramo del Parlamento.

E siccome di giorni sono riusciti a farne trascorrere 1.083 per un solo passaggio (di media ce ne vogliono 500 perché un DdL passi in entrambe le Camere), le destre avrebbero gioco facile per rinviarlo ancora per qualche mese, fino alla fine della legislatura.

Ma ciò che fa ancora più schifo, se possibile, di questo indecente tradimento di Italia Viva contro donne, disabili, omosessuali e le altre vittime di odio tutelate dal DdL Zan, è la scusa che hanno trovato per giustificarsi.

Hanno detto che il DdL Zan così com’è non va più bene.
E’ ipocrita, ha detto Davide Faraone.

Ha definito il DdL Zan, una legge votata dal suo stesso partito alla Camera, e che ha il solo obiettivo di difendere delle vittime dai violenti, “ipocrita”
E sapete perché? Per il video di Grillo.

Perché se Grillo sostiene il DdL, allora il DdL non va bene.

E perfino un renziano, che magari in buona fede crede ancora di essere di sinistra, potrebbe arrivare a capire che si tratti di una scusa codarda.
La prima cui hanno potuto attaccarsi, perché altrimenti non avrebbero saputo come sfilarsi dal DdL e buttarsi a destra, prendere gli applausi di Lega e FdI, ammiccare alle peggiori destre per sperare di trovare almeno lì qualche voto e conservare le poltrone.
A costo di svendere una legge sacrosanta e intoccabile.

Ma hanno fatto male i loro conti. Perché questa volta non l’hanno fatta solo sporca.
Questa volta l’hanno fatta lurida, lercia, disgustosa.

Emilio Mola