Siamo in buone mani, non c’è che dire.

Quando il Presidente parlò di un governo di “alto profilo” e si fece il nome di Draghi ancor prima che lo convocasse al Quirinale, tra me e me pensai che questo soggetto fosse il meno indicato per ricoprire la carica di presidente del consiglio.

So chi è Draghi da oltre vent’anni. Ne ho seguito le imprese in tutti i settori dove ha operato e l’ho sempre considerato un grande collezionista di titoli, lauree honoris causa e patacche di ogni genere, la cui crescente quantità mi è sempre sembrata inversamente proporzionale al suo reale spessore culturale.
Nel 1998 fu ispiratore e, in larga parte, estensore di una legge in materia di finanza che mi toccò studiare, visto che quello era il mio mestiere, e che all’epoca definii con le stesse parole di Fantozzi a proposito del film La corazzata Potiomkin: “Una cagata pazzesca”.

All’epoca sapevo solo che Draghi era Direttore del tesoro e non avevo motivo di antipatia nei suoi confronti, ma cominciai a detestarlo proprio dopo aver avuto a che fare col suo parto legislativo che considerai pessimo sotto tutti i punti di vista e la cui applicazione pratica finì per creare molta confusione nel mondo bancario.

Fu poi governatore di Bankitalia e lasciò un ricordo di sé e del suo operato tutt’altro che lusinghiero ma, come spesso accade in quel mondo, invece di essere cacciato a calci in culo fu promosso presidente del Forum per la stabilità finanziaria prima e presidente della BCE dopo.
Preferisco astenermi da ogni giudizio sul suo operato. Vi ricordo solo la distruzione scientificamente realizzata della Grecia, voluta, studiata e messa in opera da lui.

Draghi è sempre vissuto nella ristretta cerchia dell’alta finanza, dove si ordiscono e si attuano trame di ogni genere per far sì che i pochi super ricchi diventino sempre più ricchi, a scapito dei poveri e chissenefrega se questi muoiono di fame!
Non sa nulla di quello che succede nel mondo al di fuori dalle stanze delle direzioni generali di banche e istituti finanziari.
Non sa parlare in pubblico perchè nel suo mondo non si parla, nè in pubblico nè in privato.
Non sa comunicare col popolo perchè nel suo mondo non si comunica col popolo.
Non sa spiegare le sue intenzioni perchè nel suo mondo si agisce, non si danno spiegazioni.
È uomo privo di empatia. Nel suo mondo l’empatia è il peggior difetto che si possa avere. Lo so perchè l’ho sperimentato sulla mia pelle, dato che in quel mondo ho lavorato per 35 interminabili anni!
Quando è costretto dal suo nuovo ruolo, un ruolo per il quale non ha alcuna preparazione politica, giuridica, culturale, a parlare lo fa, ma purtroppo butta cantonate di muro.

Ieri ha insultato un capo di Stato straniero dandogli del dittatore. Erdogan è un dittatore, e noi comuni cittadini possiamo dirlo a voce alta senza alcun problema, ma lui è il presidente del consiglio dei ministri italiano e non può farlo! Perchè nel mondo politico ci sono regole di diplomazia che non possono essere violate. Perchè una parola che in bocca a me sarebbe innocua, in bocca a lui può provocare catastrofi internazionali.
Ieri ha insultato i giovani che scavalcano la fila per farsi vaccinare. Ma quelli che lo hanno fatto erano psicologi che lavorano a contatto col pubblico ai quali lui stesso, all’art. 4 del suo decreto,ha imposto l’obbligo di essere vaccinati immediatamente pena la sospensione dal lavoro e dallo stipendio fino al 31 dicembre!
Non se lo ricordava, probabilmente perchè, essendo troppo bravo, il decreto non l’ha scritto lui ma, soprattutto, non l’ha neppure letto. E questo è grave, visto che, comunque, lo ha firmato assumendosene la paternità.

In 35 anni di banca ho firmato migliaia di documenti, pareri legali, atti vari, ma sapevo sempre esattamente quello che c’era scritto.
Lui ha firmato un solo decreto, per ora, e manco si ricorda cosa ha firmato!
Siamo in buone mani, non c’è che dire.

Intanto il nostro generale Figliuolo ci illumina d’immenso con le sue straordinarie esternazioni. Dopo averci informati che le vaccinazioni si faranno solo dopo che i vaccini saranno arrivati (metti che a qualcuno scappasse una vaccinazione prima di avere il vaccino), ieri ci ha illuminati spiegandoci che potremo fare la seconda dose solo dopo aver fatto la prima, e son soddisfazioni!

Luigi Quartucci