2150: abolizione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo

Non voglio più esprimere alcun giudizio sul Movimento governista, moderato e liberale fino al 2050, rischierei di diventere estremanente offensivo visto che qui da noi, nel bel Paese, non si sa come arrivare a fine mese. Non voglio neanche commentare l’ultimo post di Grillo con il logo di tutti i partiti di governo, da forza mafia a Italia morta passando per la lega fino ad arrivare al p.d., riuniti sotto il motto del volemose bene nelle differenze per arrivare sani e salvi ed ecologicamente corretti al 2050, se non con quattro risate, del resto cosa non si farebbe per tirare a campare! Non voglio neanche sprecare energie per commentare l’elezione del moderato e liberale Letta Enrico a nuovo segretario del p.d., lo stesso Letta nipote di Gianni, che guidò un governo del presidente dal 2013 al 2014, -un governo a tavolino frutto di un golpe bianco ordito dal piddi in combutta con il capo dello stato-, prima di essere silurato malamente dal solito Renzi. A proposito, non voglio più occupare i miei pensieri con questi squallidi omuncoli come Renzi o Letta Enrico, sì, proprio lui, Letta Enrico, che tanto per la cronaca, avviò la “splendida” trattativa negli Emirati Arabi per la svendita di Alitalia a Etihad: proprio una bella operazioni, complimenti! Insomma, non voglio parlare del solito sinistrato liberal dal quale è bene stare a dovuta distanza. Come a dovuta distanza è bene stare dal p.d.. E non voglio più parlare del golpe bianco, golpe di palazzo come quello che ha portato Draghi al governo di cui fa parte anche il Movimento, divenendo così anche la compagine pentastellata connivente per la proprietà transitiva: se il golpe equivale a Draghi e Draghi è grillino i grillini sono equivalenti al golpe. E non voglio, non me ne vogliano, neanche più esprimere giudizi su un sistema maggioritario che impone alleanze contro qualcuno invece che invitare le forze politiche a sforzarsi per migliorare i loro programmi, o meglio: per averli dei programmi!

2150: abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo

Non voglio neanche evidenziare il disgusto che mi procura questo buonismo green, modello Greta Thunberg, buonismo ipocrita che riesce a commutare il peggior agente inquinante in amico dell’ambiente anche se le trivelle continuano a trivellare, le centrali nucleari a produrre scorie, l’Ilva a provocare il tumore, gli inceneritori ad emettere effluvi gassosi contenenti diossine, Gesù e la Madonna a far sperare, la società dei consumi a consumare le risorse del pianeta senza regole e limitazione. Voglio dire che è inutile fare demagogia per qualche voto in più o qualche lavaggio di coscienza ben calibrato, senza un piano concreto di dismissione dell’assetto energetico attuale, di cambio radicale del sistema neoliberale, dichiarando una guerra aperta ed incondizionata alle multinazionali del fossile per esempio, o a quelle del tessile, alle multinazionali chimiche o biologiche dei pesticidi e dei farmaci, o agli allevamenti intensivi di bestiame, una guerra aperta a quelle stesse multinazionali che finanziano quasi tutti i partiti moderati e neoliberali di governo, partiti che dovrebbero attuare la transizione ecologica entro il 2050.

Di una cosa però voglio parlare: invece che del 2050, perché non metterci il 2150 sotto ogni simbolo di partito? Non sia mai che per quell’anno, tra centotrent’anni gli uomini spontaneamente, violentemente, non abbiano compiuto la transizione umana, quella che abolirà il predominio delle multinazionali sugli Stati esercitato attraverso lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sia che quello sfruttamento avvenga in condizioni d’inquinamento ambientale, come oggi, sia che avvenga in condizione ecologicamente ideale, come vorrebbe Grillo nel 2050, perché senza transizione umana qualsiasi altro tentativo è destinato ad infarcire di slogan le campagne pubblicitarie della Nike o della Apple.

Davide Gori