Giuseppe Conte : La mia intervista al Fatto Quotidiano

L’avvocato diventato capo, anzi presidente, promette che con lui le cose cambieranno, dentro e fuori il M5S: “Ci faremo sentire ai tavoli, sui contenuti concreti, non con slogan e dichiarazioni”. E giura di non avere intenzione di disarcionare Mario Draghi: “Vogliamo cooperare in modo franco e costruttivo con questo governo”. Però alla fine Giuseppe Conte il punto di arrivo di un percorso lo indica: “Se i cittadini vogliono che la riforma Cartabia cambi, in vasi di esiti insperati prima della fine del regime transitorio, ovvero del 2024, non dovranno fare altro che votarci in massa: ho preso il solenne impegno che non consentiremo impunità”.

𝗘̀ 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘃𝗼𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶: 𝗹𝗲𝗶 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗶𝗮𝗹𝗲. 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗼̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘂𝗻 𝗽𝗹𝗲𝗯𝗶𝘀𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗹𝗲𝗮𝗱𝗲𝗿 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗻𝗼?
Non ho alcuna intenzione di utilizzare a fini personali l’investitura ricevuta da questa amplissima partecipazione degli iscritti. Voglio rafforzare le competenze trovate nel Movimento.

𝗖𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲𝗿𝗮̀, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗲, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗶, 𝘀𝗶𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝟱𝗦 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶?
Sicuramente ci gioveremo anche dell’apporto della società civile, sia per i forum tematici e per la condivisione di contenuti e programmi, sia coinvolgendo tanti esperti nella scuola di formazione. Poi ci saranno tanti innesti anche nei nuovi gruppi territoriali e nelle amministrazioni locali.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗲𝗿𝗮̀ 𝗶 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶?
La nuova squadra arriverà a settembre. Sarà la testimonianza di un grande rinnovamento, con l’inserimento di un centinaio di nuove figure.

𝗖𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗺𝗲.
Ci sarà spazio per tantissimi. Vi faccio un solo esempio, che pure potrebbe apparire minore. Incontrando i parlamentari, ho conosciuto meglio il deputato Raffaele Bruno, un regista teatrale che da anni si dedica a progetti teatrali per la rieducazione dei detenuti.

𝗛𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗚𝗿𝗶𝗹𝗹𝗼? 𝗗𝗼𝗽𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗼𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮.
Non ho sollecitato nessun endorsment sul mio voto. Ho preferito che tutto venisse lasciato alla spontanea sensibilità degli iscritti.

𝗚𝗿𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗹’𝗵𝗮 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗶𝗻𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗼. 𝗖’𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗿𝗲𝗴𝘂𝗮, 𝗺𝗮 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼, 𝗻𝗼?
Con lui c’è stata una fase di dialettica dura che appartiene al passato. Ci siamo parlati in modo franco, e abbiamo convenuto entrambi che questo progetto fa il bene del M5S. E il bene del Movimento sta a cuore a tutti e due.

𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗗𝗶 𝗠𝗮𝗶𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲: 𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼?
Tra noi non c’è alcun dualismo. Nel nuovo Movimento non ci saranno governisti e anti-governisti. Lavoreremo tutti per offrire leale collaborazione al governo di un Paese che deve ancora uscire dall’emergenza sanitaria.

𝗖𝗼𝗻 𝗗𝗶 𝗠𝗮𝗶𝗼 𝘃𝗶 𝘀𝗶𝗲𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝘃𝗲𝗹𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮. 𝗖𝗼𝘀𝗶̀ 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗼𝗶…
Sono tre anni che remiamo nella stessa direzione. Luigi è una risorsa del Movimento, e continuerà a esserlo. Ha avuto un ruolo apicale nel M5S.

𝗟𝗲𝗶 𝗮𝘂𝘀𝗽𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼. 𝗠𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲𝘀𝗲𝗰𝘂𝘁𝗶𝘃𝗼 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲. 𝗘 𝗼𝗿𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗰’𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗼.
Il Movimento che esce da queste ultime votazioni, rafforzato nella leadership, si farà ascoltare più efficacemente. È già successo sulla giustizia: grazie al nostro intervento la riforma è migliorata. Ma devo dire che apprezzo molto le ultime dichiarazioni di Draghi, che riconoscono l’importanza di un sistema di protezione sociale come il reddito di cittadinanza.

𝗢𝗿𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗼̀ 𝗹𝗲𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶, 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗮̀ 𝗳𝗮𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼.
Ci faremo sentire, ma sui contenuti, con le proposte. Ci faremo sentire con voce ferma e chiara. A differenza di altri non ci sentirete gridare o giocare ad apporre bandierine.

𝗣𝗲𝗿 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗗𝗶 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼.
Io dico ad Alessandro che con il nuovo corso il M5S farà ancora più valere i suoi valori e i suoi princìpi rispetto al passato. Confido che lui possa tornare per dare il suo contributo.

𝗔 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗖𝗵𝗶𝗴𝗶 𝗰’𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼-𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶. 𝗘̀ 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗮 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮?
Credo che i turbo-liberisti siano stati sconfitti dalla storia. Se il governo precedente avesse sposato un credo iper-liberista non avremmo certo ottenuto il recovery plan dalla Ue durante la pandemia. Il massiccio intervento dello Stato a protezione del tessuto economico e sociale ha avuto il benestare di premi Nobel come Stiglitz e Krugman, che esortò l’amministrazione statunitense ad adottare le stesse politiche del mio governo.

𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗻𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗮𝗹𝗹𝗲. 𝗔𝗹 𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮, 𝗼𝗿𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝘃𝗶𝗿𝘂𝘀 𝗮 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗹 𝗹𝗲𝗮𝗱𝗲𝗿 𝗹𝗲𝗴𝗵𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗦𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗼 𝗶𝗹 𝗖𝘁𝘀, 𝗽𝗶𝗹𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼…
Oggi abbiamo la maggioranza della popolazione vaccinata, anche se non siamo ancora usciti dall’emergenza. Ma sono situazioni incomparabili. Durante il mio governo abbiamo assunto un metodo chiaro e lineare, nonostante all’inizio le informazioni fossero scarse, operando scelte politiche sulla base di evidenze scientifiche. È stato confortante apprendere da un recente studio dell’Iss che il nostro sistema di differenziazione delle regioni per colori ha contribuito a salvare vite umane e a far ripartire prima le attività economiche e sociali. Nella situazione attuale non dobbiamo lasciarci confondere dagli slogan di Salvini. Continua a rincorrere gli umori più contrastanti delle piazze. Ma così non si gestisce la pandemia, si creano solo disastri. Noi vigileremo perché siano adottate misure necessarie, le meno restrittive possibili, nel segno dell’adeguatezza e della proporzionalità. Il Green pass in questo è una buona soluzione.

𝗟𝗼 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲𝗶 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗱𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼?
Sì, lo avrei proposto anche io, ma non credo sia una misura risolutiva. Il green pass è utile per conciliare salute ed economia, e va usato in modo intelligente per consentire le massime riaperture, anche dei luoghi più affollati.

𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗔𝗻𝗮𝘀 𝗨𝗴𝗼 𝗗𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶𝘀, 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝘂𝗰𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝗔𝘁𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶𝗮; 𝗥𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗙𝗮𝗿𝗶𝗻𝗮, 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗥𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗕𝗿𝘂𝗻𝗲𝘁𝘁𝗮… 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗮 𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝟱𝗦?
Ho visto Draghi molto attento a queste dinamiche, e sono sicuro che vorrà intervenire per scongiurare o rimuovere nomine inopportune, che i cittadini stenterebbero a comprendere.

𝗜𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗠𝟱𝗦, 𝗵𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼, 𝗮𝘃𝗿𝗮̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲. 𝗠𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 “𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗿𝗲” 𝗶 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Abbiamo creato, con le nostre modifiche alla riforma, una cintura di protezione ai processi direi ben sufficiente.

𝗩𝗮𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗶𝗹 “𝗯𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗼”? 𝗘 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗺𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮? 𝗢𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗿𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗶𝗺𝗽𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗲?
Senza il nostro intervento, le importanti modifiche ottenute non ci sarebbero state. Per i processi contro la PA e per quelli per reati ambientali, così come per tutti, abbiamo un ampio regime transitorio fino a tutto il 2024, che ci consentirà, prudentemente, di monitorare l’impatto anno per anno dei nuovi provvedimenti, col vincolo, da parte del ministro della Giustizia, di intervenire con i necessari correttivi qualora l’obiettivo di velocizzazione dei processi non venga raggiunto E, poi, nel regime ordinario, con un’ordinanza del giudicante, sarà possibile portare a 3 anni tutti questi processi. Molti dei quali, per corruzione o traffico di rifiuti, ricadono nella fattispecie di reato del 416bis.1, collegati a organizzazioni mafiose. E questo consente di allungare ulteriormente i tempi.

𝗛𝗮 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗿𝗲𝘁𝗲. 𝗖𝗼𝗺𝗲?
Lo dico chiaro a tutti i cittadini: se ci darete fiducia e forza alle prossime elezioni politiche, io prendo sin d’ora un impegno solenne. In prossimità della scadenza del periodo transitorio vigileremo affinché la durata media dei processi sia davvero più breve, in modo che non siano a rischio di estinzione. Altrimenti interverremo con i correttivi necessari. I cittadini devono essere consapevoli: se voteranno le forze di centrodestra rischiano modifiche nel senso di una maggiore impunità. Se voteranno M5S avranno la solida garanzia di rafforzare un attento guardiano della tenuta del sistema di giustizia penale.

𝗜𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗲𝗺𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼. 𝗧𝗲𝗺𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗥𝗲𝗻𝘇𝗶 𝗲 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗶𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝘀𝘂 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝗹 𝗤𝘂𝗶𝗿𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲?
Voglio sperare che per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica non ci saranno maggioranze precostituite, per lavorare al ribasso, ma un confronto sereno e trasparente.

𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗠𝗲𝗹𝗼𝗻𝗶 𝗵𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶.
Ho già detto che Draghi non va tirato per la giacchetta, anche perché queste iniziative finiscono per nascondere finalità strumentali, di corto respiro.

𝗟𝗲𝗶 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝙁𝙖𝙩𝙩𝙤 𝗮𝗽𝗿𝗶̀ 𝗮 𝘂𝗻 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮-𝗯𝗶𝘀. 𝗢𝗿𝗮 𝗹𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗼𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶…
Siamo in una fase prematura. La mia opinione su Mattarella è nota: è una persona di grande saggezza politica e istituzionale.

𝗛𝗮 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘁𝗼𝘂𝗿 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗮̀ 𝗱𝗮𝗹 𝗡𝗼𝗿𝗱. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮̀?
Sarà un modo per dialogare con tutti i cittadini, comprese le imprese del Nord. In passato hanno dimostrato di non comprendere certe nostre posizioni. A loro illustrerò il nostro Statuto degli imprenditori, concepito per semplificare i passaggi burocratici e concentrare i controlli sulle imprese. E spiegherò il nuovo corso del Movimento.

Giuseppe Conte