UNIVERSITÀ E RICERCA: DOPO ANNI DI TAGLI INVERTIAMO LA TENDENZA

Di Tiziana Ciprini:

Per decenni l’Italia ha investito troppo poco in alta formazione e ricerca e, conseguentemente, il mercato del lavoro non ha premiato laureati o dottori di ricerca e ciò ha rappresentato una perdita enorme per il nostro Paese, appannaggio solo di quelle nazioni che sono state in grado di attirare le migliori competenze.

Per ogni giovane che ha scelto l’estero, abbiamo perso in media 250 mila euro di investimenti fatti sulla sua formazione attraverso risorse pubbliche e, dopo decenni di tagli, questo Governo ha finalmente invertito la tendenza: il fondo delle università quest’anno è aumentato di oltre 100 milioni, è stato emesso un decreto per l’assunzione straordinaria di oltre 1.500 ricercatori, e sono stati sostenuti dottorati innovativi ed industriali per facilitarne l’occupabilità.

Ma non finisce qui perché è stato richiesto all’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca di modificare gli algoritmi con cui si allocano i fondi premiali, tenendo conto di nuovi fattori come le necessità del territorio e la capacità di collaborare con le imprese, mentre in Parlamento è stata incardinata una riforma dei concorsi che permetterà di assumere più ricercatori e con modalità sempre più trasparenti e meritocratiche.

In autunno verrà siglato con le imprese italiane un Patto per la Ricerca che punterà su incentivi fiscali per le aziende che fanno ricerca, assumono personale altamente qualificato, o che vogliono aumentare i loro investimenti in innovazione.

Entro la fine di quest’anno avremo più investimenti, più efficienza, più merito e più collaborazione, tutti elementi per fare della ricerca il volano di sviluppo del Paese.

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FONTE : Tiziana Ciprini