Una settimana in Parlamento – 44

Di Emanuele Scagliusi:

Su cosa si è concentrato il lavoro della Commissione Trasporti della Camera in questi ultimi giorni pre-pausa ferragostana?

Abbiamo, innanzitutto, dipanato la questione delle patenti nautiche per i conduttori di motori fuoribordo 2 tempi a iniezione diretta con cilindrata superiore ai 750 cc, ancorché di potenza inferiore ai 40 hp, che rischiava di mettere in seria difficoltà i cantieri navali e gli operatori del settore non preparati ad assorbire questo cambiamento.

Siamo riusciti ad evitare che un intero settore rimanesse strangolato grazie a una proroga di 30 mesi, approvata alla Camera dei deputati contestualmente alla proroga del codice della nautica. Un provvedimento che ridà slancio a un settore importantissimo anche per la nostra Puglia e che presto sarà disciplinato da un nuovo codice, come promesso al comparto dal ministro Toninelli.

Cosa è emerso, invece, dall’audizione dell’Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana Spa, l’ingegner Maurizio Gentile, sul Piano di RFI di abbattimento e contenimento del rumore?

Durante l’audizione informale, Gentile spiegato che, dal 2000 in poi, per il risanamento acustico ferroviario “la strada più seguita” è stata quella della barriera, preferita alle altre due opzioni previste nel DM del 2000, ovvero interventi alla fonte del rumore (materiale rotabile) o sui recettori (le case e i fabbricati vicini alle linee ferroviarie). Nel 2017, è poi arrivato il decreto “per il contenimento del rumore sul sistema ferroviario, con interventi sui sistemi frenanti dei carri merci che producono il maggior rumore. Sono previsti finanziamenti statali con prima tranche da 20 milioni e incentivi per la rottamazione dei carri merci”.

Intanto però, è ancora in piedi un progetto legato ad una normativa del 2000 e, “al di là della difficoltà di installazione di queste barriere (spesso alte anche 8 metri), ciò che più rallenta la realizzazione dei 428 interventi approvati nel 2004 nella Conferenza Stato-Regioni è la fase di approvazione dei progetti” in sede di Conferenza dei servizi.

Giungono altri fondi in Puglia per la viabilità dei piccoli Comuni. Di che provvedimento si tratta?

Si tratta di altri 10 milioni di euro che portano lo stanziamento totale del Patto per lo Sviluppo della Puglia a ben 2 miliardi e 81,5 milioni di euro. Con la Delibera n. 14 del CIPE, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 1° agosto, viene istituito il “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Patti per lo sviluppo delle regioni meridionali. Assegnazione risorse al Piano straordinario di messa in sicurezza delle strade nei piccoli comuni”, a cui queste ulteriori risorse sono destinate, finalizzato ad interventi straordinari riguardanti le strade secondarie a gestione comunale. Ne saranno interessati 35 Comuni pugliesi con popolazione residente inferiore ai 2.000 abitanti: 22 della provincia di Foggia, dove vi sono il più grande Rignano Garganico (1.994 abitanti) e il più piccolo Celle di San Vito (159 abitanti); 11 in provincia di Lecce e poi Roccaforzata (Taranto) e Poggiorsini (Città Metropolitana di Bari).
Cosa sta emergendo dall’indagine conoscitiva che state conducendo a Montecitorio sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big data? Dobbiamo preoccuparci?

Le parole del presidente della Fondazione Ugo Bordoni, Sassano, pensano possano essere molte esplicative ed esaustive per i leciti dubbi di tutti i cittadini. Dubbi che ci hanno spinto a questa indagine conoscitiva. Audito in Commissione, Sassano ha dichiarato che “forse il vero problema è rappresentato dai telefonini che già usiamo e teniamo troppo vicini al corpo più che dalla tecnologia del 5G. Io non sono un ottimista a tutti i costi, ma va tenuto presente un aspetto. Oggi con il 4G parliamo spesso al cellulare che invia un segnale a un’antenna su un palazzo, magari a 500 metri o 1 km. Per farlo deve avere una potenza elevata. Con il 5G avremo invece centinaia di trasmettitori, con antenne più vicine, magari a 100, 50 o 20 metri, ma con potenze inferiori. È un po’ quello che accade con il bluetooth: i ricevitori e trasmettitori hanno potenze più basse rispetto a quelli delle antenne principali. Paradossalmente la situazione potrebbe migliorare, ciononostante ci sono aspetti che vanno tenuti sotto controllo”
Il ministro Danilo Toninelli, in audizione alla Camera, ha affrontato la questione delle Grandi Navi. Quali le novità a riguardo?

Dopo anni di inerzia, il ministro Toninelli è vicino all’individuazione della migliore soluzione per mettere fine al transito delle Grandi Navi da crociera nella laguna di Venezia. Dopo l’incidente tra la Msc Opera e un battello e quello fortunatamente evitato a causa del maltempo, è ormai evidente che bisogna porre fine a una situazione intollerabile e priva di sicurezza, frutto delle non scelte di chi ci ha preceduti. Come ha precisato in audizione il ministro, non esistono progetti chiusi nei cassetti del ministero perché non è mai stato nemmeno elaborato uno studio sulla compatibilità e i rischi derivanti dal passaggio delle navi da crociera all’interno del polo petrolifero di Marghera. Ricordiamo invece che, subito dopo il nostro insediamento, è stato istituito al Mit un tavolo interistituzionale insieme ai ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali che ha lavorato intensamente per individuare una soluzione definitiva al problema
Il ministro ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà firmato il nuovo Protocollo fanghi, per la disciplina degli interventi di escavazione, trasporto e reimpiego dei fanghi estratti dai canali. Questo a dimostrazione che mentre gli altri si perdono in polemiche strumentali su questioni che non sono riusciti a risolvere per anni, il MoVimento 5 Stelle lavora attivamente per fornire ai cittadini di Venezia delle soluzioni adeguate, nel rispetto della sicurezza e del patrimonio storico artistico della città.
State già lavorando alla prossima legge di Bilancio?

Sì, dopo il primo appuntamento tenutosi il 18 luglio, mercoledì 31 ci siamo riuniti presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per mettere sul tavolo le idee che possano sviluppare e innovare il nostro Paese. Abbiamo un unico grande obiettivo: rendere l’Italia un luogo migliore dove vivere. Per quello lavoriamo ogni giorno. Gli show o i tornaconti personali ed elettorali li lasciamo ai partiti che hanno ridotto in macerie il nostro Stato.


FONTE : Emanuele Scagliusi