Una settimana in Parlamento – 37

Di Emanuele Scagliusi:

Sei stato protagonista del monitoraggio OSCE durante le Elezioni Presidenziali in Kazakhstan. Come è andata questa tornata elettorale? 


Da giovedì 6 a lunedì 10 giugno sono stato impegnato nel grande Paese euroasiatico per il monitoraggio delle Elezioni Presidenziali. Alla luce dei nostri resoconti, l’OSCE non ha potuto far altro che bocciare in toto queste votazioni che hanno confermato con il 70% dei voti l’attuale reggente Kassym-Jomart Tokayev, successore di fatto e nominato dal primo (e finora unico) presidente e padre della patria Nursultan Nazarbayev. Ciò a causa di brogli al momento del conteggio dei voti che sono stati rilevati da oltre la metà degli osservatori. Una irregolarità nelle procedure che ho avuto modo di verificare anche io stesso nei seggi che ho monitorato. A ciò si aggiunge un contesto nazionale che reprime alcune delle libertà fondamentali come ad esempio l’accesso ad Internet vistosamente rallentato e interrotto nel giorno del voto. Insomma, questo importante Paese ha ancora molto da lavorare se vuole emanciparsi e divenire una democrazia.

Cosa rende importante ai nostri occhi italiani questo Paese così lontano?

Beh basti pensare che il suo primo mercato d’esportazione è proprio l’Italia! L’ISPI (Istituto Studi Politici Internazionali) ha stilato dieci buone ragioni per tenere d’occhio il Kazakhstan: oltre la prima che abbiamo già detto, abbiamo il fatto di essere il primo stato al mondo per estensione senza sbocco sul mare; il primo produttore al mondo di uranio; il nono esportatore al mondo di petrolio greggio; il 52% della propria popolazione nata sotto il regime dittatoriale di Nazarbayev; il quarto paese al mondo con il più basso costo della vita; il secondo al mondo per morti a causa di malattie cardiovascolari; il 25% della popolazione al di sotto dei 15 anni; produrre il 97% della cannabis venduta in Asia centrale ed essere stato il primo Paese al mondo da dove è stato lanciato un veicolo spaziale in grado di toccare la superficie di un altro pianeta (Venere, 1965). Insomma, questo Paese che ha da poco ridenominato la capitale da Astana in Nursultan, proprio in onore del suo ex dittatore, ha un suo perché.

Alla Camera, intanto, è stato portato a compimento l’iter di approvazione di un importante Decreto, il cosiddetto Sblocca Cantieri.

A Montecitorio abbiamo dato il via libera, giovedì sera, allo Sblocca Cantieri, un provvedimento che consentirà finalmente alle troppe opere pubbliche bloccate di ripartire e di dare nuova linfa a un settore decisivo per l’economia. Bastano pochi dati per capire quale situazione abbiamo ereditato. L’Ance, l’associazione dei costruttori edili, ha recentemente stimato in quasi 600 le opere bloccate, per un valore di 50 miliardi di euro. Nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) dell’anno scorso abbiamo ricordato che in Italia passano in media due anni per realizzare lavori di ammontare inferiore a 100.000 euro e fino a quindici anni per lavori di valore superiore a 100 milioni. Ancora, nel bilancio pubblico, per effetto delle manovre di bilancio approvate da chi ci ha preceduto al Governo, risultano bloccate risorse per 150 miliardi di euro a valere sui prossimi 15 anni, che si fa fatica a mettere in circolo a causa di una miriade di pastoie burocratiche. Ecco perché l’urgenza di questo decreto, con l’obiettivo di cominciare a correggere e a fluidificare le parti più problematiche dell’attuale Codice degli appalti. In un secondo momento, con una legge, provvederemo ad un ridisegno complessivo della materia, per renderla ancora più al passo con i tempi.

C’è chi sostiene che il provvedimento aprirebbe le porte ad appalti aggiudicati con il massimo ribasso.

Evidentemente è in confusione. Il massimo ribasso, infatti, non sarà più applicato. Abbiamo previsto, invece, che gli appalti per lavori entro la soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro siano aggiudicati con procedura aperta secondo il criterio del minor prezzo e automatica esclusione delle offerte anomale. L’appalto, così, viene semplicemente assegnato all’offerta che più si avvicina alla media dei ribassi. Quindi prevale il minor prezzo che, però, proprio in virtù dell’esclusione delle offerte anomale, diventa di fatto il miglior prezzo di aggiudicazione. Siamo convinti che la vera causa di opacità e dell’infiltrazioni sia proprio l’eccesso di burocrazia e la moltiplicazione dei passaggi amministrativi: la semplificazione è la strada maestra per garantire trasparenza e concorrenza, assicurando allo stesso tempo la veloce realizzazione delle opere.

Come procedono i lavori in Commissione Trasporti?

Abbiamo approvato l’attesa proposta di legge sulle patenti nautiche Envirude, adesso manca solo il passaggio al Senato in sede legislativa: prima dell’estate dovremmo riuscire a far andare gli italiani al mare con le loro barche grazie al necessario differimento dell’efficacia dell’obbligo della patente nautica per la conduzione di unità aventi motore di cilindrata superiore a 750 cc a iniezione a due tempi.
Il lavoro sul testo di riforma del Codice della Strada prosegue con importanti nuove tutele per gli automobilisti con disabilità e, al contempo, sanzioni più severe per chi utilizza irregolarmente il contrassegno riservato ai portatori di handicap.
Continua, poi, l’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big data con l’audizione del Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Non sono mancate le novità sul versante dei trasporti in questi ultimi giorni. Raccontacele.

Innanzitutto abbiamo ribadito una norma di civiltà. Grazie ad una circolare ministeriale del sottosegretario Michele Dell’Orco siamo riusciti a chiarire a tutte le concessionarie autostradali, ribadendo una norma che già esisteva, che devono essere sempre esentati dal pagamento dei pedaggi i veicoli di associazioni di volontariato ed organismi similari, come ad esempio le ambulanze del 118 o i mezzi per il trasporto di pazienti oncologici e trasporto organi. Insomma, quel che è accaduto ai mezzi di soccorso lo scorso 14 agosto durante la tragedia di Genova non deve più succedere!
Un’altra lieta notizia ce la dà il ministro Toninelli che ha firmato il decreto ministeriale per l’avvio della sperimentazione nelle città italiane che vorranno aderire della possibilità di utilizzare su strada, dove ci siano i presupposti per farlo in sicurezza, monopattini elettrici e veicoli similari. A tal riguardo, il sottosegretario Dell’Orco ha anche risposto ad una mia interrogazione che chiedeva chiarezza al MIT sulla segnaletica da apporre: sono state recepite le osservazioni degli amministratori locali e dell’Anci e ora siamo pronti a partire. Spero che tanti comuni si facciano avanti: ne beneficeranno i centri cittadini per vivibilità e qualità dell’aria.

Infine, la questione ferrovie. A Conversano monta la protesta dei passaggi a livello.

Per la situazione in cui verte Conversano, ci sono due opportunità su cui sta lavorando Ferrovie Sud Est. Una a breve termine prevede l’eliminazione di 2 passaggi a livello con calvalcaferrovia più un sottovia pedonale per un passaggio attualmente chiuso per incolumità pubblica. L’altra, a più lungo termine, è quella dell’interramento dei binari con conseguente eliminazione dei passaggi a livello presenti sul territorio urbano di Conversano. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha già stanziato un addendum al Piano Operativo infrastrutture FSC 2014-2020 assegnando alla Puglia risorse proprio per le ferrovie secondarie locali, come appunto le FSE. Ora tocca alla Regione Puglia, dunque, decidere il da farsi e personalmente auspico che ciò venga deciso con il coinvolgimento della comunità locale che ne vive tuttora i disagi. L’obiettivo è realizzare opere che vedano soddisfatti i cittadini e raggiungendo un risultato positivo che ci vede tutti, mi auguro, dalla stessa parte.
Anche venerdì pomeriggio a Barletta mi occuperò di ferrovie, partecipando all’incontro organizzato dal collega senatore Ruggiero Quarto (M5S) sul potenziamento della linea Barletta-Roma.



FONTE : Emanuele Scagliusi